(AGENPARL) - Roma, 2 Luglio 2026 - Bruxelles – Si stringono i tempi per l’Italia sui fondi del programma SAFE (Security Action for Europe). La Commissione europea ha lanciato un avvertimento chiaro: è imperativo che il governo italiano proceda alla firma dell’accordo di prestito entro la fine dell’anno, pena la riallocazione delle risorse verso altri Stati membri.
L’urgenza di Bruxelles
Il portavoce della Commissione per la Difesa, Thomas Regnier, ha chiarito la posizione dell’esecutivo europeo durante la conferenza stampa quotidiana, rispondendo in merito alle recenti dichiarazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto, il quale aveva ipotizzato l’utilizzo dei fondi per progetti del 2027.
Secondo Regnier, il contesto politico attuale richiede un’azione immediata: “Credo che il contesto politico dimostri che la scadenza fosse praticamente ieri”. La Commissione sottolinea la necessità di procedere rapidamente all’attuazione e all’erogazione dei fondi per sostenere l’industria della difesa europea. La scadenza legale per la riallocazione delle risorse non utilizzate è fissata tassativamente entro la fine dell’anno, rendendo essenziale una rapida finalizzazione di tutti i piani approvati.
Il programma SAFE: i numeri in gioco
SAFE rappresenta uno dei pilastri fondamentali del piano ReArm EU/Readiness 2030, un’iniziativa ambiziosa che punta a mobilitare 150 miliardi di euro attraverso prestiti agli Stati membri per il potenziamento dell’industria della difesa.
La situazione attuale dell’iter procedurale evidenzia una corsa contro il tempo:
- Piani approvati: La Commissione ha dato il via libera ai Piani nazionali di investimento di 18 Stati membri.
- Stato della firma: Dieci Paesi hanno già completato la firma degli accordi di prestito, mentre altri cinque hanno già restituito gli accordi e sono in attesa della firma finale.
- L’impasse italiana: L’Italia figura tra i tre Stati membri rimasti, con i quali Bruxelles deve procedere in modo imperativo e rapido per sbloccare i finanziamenti.
- Risorse destinate: Per l’Italia sono stati stanziati quasi 15 miliardi di euro (precisamente 14,9 miliardi).
Obiettivo 2030
L’obiettivo a lungo termine del programma SAFE rimane il 2030. Il budget di 150 miliardi sarà erogato in modo graduale agli Stati che avranno formalizzato gli accordi e i relativi progetti. Le erogazioni sono già in corso per alcuni Paesi, tra cui Polonia, Cipro e Lituania.
Il monito della Commissione è cristallino: il tempo è limitato e la capacità di riallocare i fondi inutilizzati entro la fine dell’anno è un vincolo legale che l’UE intende rispettare rigorosamente.
