(AGENPARL) - Roma, 1 Luglio 2026 - VILLA UMBRA RIDOTTA A PALCOSCENICO DEL PARTITO DEMOCRATICO: LA SINISTRA
CANCELLA IL CONFINE TRA ISTITUZIONI E PROPAGANDA
"Trasformare una struttura pubblica della Regione nella sede degli incontri
della promozione partitica del PD è un fatto gravissimo. A Villa Umbra, la
sede della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, è esattamente ciò che
sta accadendo: nel giro di pochi mesi ha già ospitato due iniziative che
fanno riferimento al PD, facendo strame di quella correttezza che un certo
moralismo a senso unico calpesta sistematicamente, cancellando quel
principio di netta separazione tra istituzioni e attività di partito che ha
sempre contraddistinto la precedente amministrazione regionale che ha
voluto, per il rispetto di principi costituzionali elementari mantenere
proprio per una cultura delle regole che non si può piegare con una certa
volgarità ai propri interessi.
Durante l'intera legislatura del centrodestra, infatti, Villa Umbra non è
mai stata utilizzata per iniziative di partito, poiché si è scelto di
preservarne l'autonomia e l'imparzialità, evitando qualsiasi commistione
tra un'istituzione pubblica e l'attività politica dei partiti. Con la
sinistra alla guida della Regione, invece, assistiamo a una deriva senza
precedenti. Lo scorso gennaio Villa Umbra ha ospitato un incontro promosso
dal Partito Democratico dedicato al futuro dello sviluppo economico
dell'Umbria.
Domani la scena si ripeterà. Nella stessa struttura pubblica si terrà un
cantano e se la suonano sul tema del trasporto pubblico regionale, con la
partecipazione dell'assessore regionale Francesco De Rebotti, del
consigliere regionale del Partito Democratico Letizia Michelini e dei
rappresentanti di enti pubblici regionali come AUR e Umbria Mobilità senza
aver avvertito altri e soprattutto senza la minima partecipazione di
esponenti della minoranza, la cui presenza avrebbe potuto turbare una
narrazione a senso unico frutto di un senso di colpa per decenni di follie
amministrative, distruzione di ricchezza pubblica che il PD ha voluto e
mantenuto in Umbria su cui andrebbe scritto un romanzo per come mai
dovrebbe agire un pubblico amministratore.
Tra i relatori figurano, oltre agli esponenti del PD, anche i vertici di
enti pubblici regionali. Una scelta che appare finalizzata a conferire
all'evento una veste istituzionale e di approfondimento tecnico, quando
invece, è chiarissimo, si tratta di un'iniziativa politica a tutti gli
effetti. Le istituzioni sono patrimonio comune di tutti gli umbri e non
possono essere utilizzate come strumenti di propaganda della maggioranza di
turno. Chi governa la Regione deve essere il primo garante dell'autonomia
delle strutture pubbliche e della netta distinzione tra il ruolo delle
istituzioni e quello dei partiti. In Umbria, purtroppo, sta accadendo
esattamente il contrario.
Chiederemo alla presidente Stefania Proietti di chiarire se ritenga normale
che una struttura pubblica regionale venga utilizzata con continuità per
ospitare iniziative del Partito Democratico e di rendere note le modalità
con cui Villa Umbra è stata concessa per questi eventi, oltre che i criteri
adottati per autorizzarne lo svolgimento. Le istituzioni devono restare la
casa di tutti gli umbri, non diventare quella del Partito Democratico".
Così in una nota i consiglieri regionali di opposizione Enrico Melasecche e
Donatella Tesei (Lega Umbria), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza
Italia), Nilo Arcudi (Umbria Civica – TP), Eleonora Pace, Matteo
Giambartolomei e Paola Agabiti (Fratelli d'Italia)