(AGENPARL) - Roma, 1 Luglio 2026 - La diplomazia occidentale si prepara al vertice NATO di Ankara con un obiettivo ambizioso: definire il futuro del Medio Oriente. Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha esposto la linea di Berlino durante un incontro con il segretario generale della NATO Mark Rutte. La Germania punta a un nuovo equilibrio, ma lo scontro tra le ambizioni europee e le mosse di Teheran rimane profondo.
Il piano di Berlino: 300 miliardi per la pace
Il Cancelliere Merz ha sollevato la questione di un fondo di ricostruzione da 300 miliardi di dollari destinato all’Iran. L’obiettivo tedesco è chiaro. Berlino intende supportare finanziariamente l’attuazione di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Questa strategia risponde a precisi interessi economici europei.
La Germania punta al ripristino delle infrastrutture energetiche regionali. In questo modo, Berlino vuole garantire forniture sicure ed evitare nuove crisi energetiche. Il Cancelliere ha dichiarato che “tutto è aperto alla discussione”, a patto che si raggiunga un cessate il fuoco prolungato.
Il nodo strategico dello Stretto di Hormuz
Una divergenza cruciale riguarda il controllo dello Stretto di Hormuz. Merz ha ribadito che il “libero scorrimento” delle navi è un principio non negoziabile per la NATO. Si tratta di una condizione essenziale per qualsiasi sostegno economico futuro.
Tuttavia, la posizione di Teheran e dell’Oman mette in crisi questo principio:
- Iran e Oman starebbero valutando l’introduzione di tariffe per i servizi di transito marittimo.
- Questa mossa è vista dall’Occidente come una violazione del diritto marittimo internazionale.
- Per Teheran, il controllo del canale rappresenta una leva finanziaria fondamentale.
- Le autorità iraniane non sembrano disposte a rinunciare alla sovranità economica sulle rotte petrolifere.
Teheran frena sulle trattative finali
Nonostante le aperture di Berlino, il clima resta teso. Il Vice Ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha recentemente ridimensionato l’aspettativa di una svolta imminente. Secondo Gharibabadi, i negoziati tra Iran e Stati Uniti per un accordo finale non sono ancora iniziati.
Questa posizione di cautela contrasta con l’ottimismo espresso dagli inviati americani a Doha. L’Iran sta separando nettamente i tavoli tecnici dal piano politico. Il governo di Teheran intende gestire le questioni del Memorandum d’Intesa (MoU) senza però impegnarsi in un accordo politico complessivo finché le condizioni di sicurezza non saranno garantite.
Verso il vertice di Ankara
La divergenza tra il pragmatismo di Berlino e l’intransigenza iraniana sarà il cuore del prossimo vertice NATO. Gli alleati dovranno decidere come rispondere alla duplice sfida: la necessità di stabilità energetica e la gestione delle pretese iraniane sullo Stretto di Hormuz.
La partita si gioca ora sul piano diplomatico. La domanda che resta aperta è se la leva finanziaria dei 300 miliardi sarà sufficiente a convincere l’asse Iran-Oman a desistere dalle proprie mire sullo Stretto, o se il vertice di Ankara segnerà un ulteriore irrigidimento delle posizioni.
