
(AGENPARL) - Roma, 1 Luglio 2026 - I Tre Ponti sono stati, per oltre un secolo, uno degli scorci più caratteristici del lungomare di Livorno. Il nome deriva dallo storico ponte a più arcate che attraversava la foce del Rio Ardenza.
La sua conformazione, inizialmente a tre e poi a cinque arcate, è diventata nel tempo un problema dal punto di vista idraulico: i pilastri, posizionati direttamente nell’alveo del corso d’acqua, rallentavano il deflusso durante le piene del Rio Ardenza e favorivano l’accumulo di rami, tronchi e detriti, aumentando il rischio di esondazione.
Dopo la drammatica alluvione che colpì Livorno nel 2017, la messa in sicurezza del Rio Ardenza divenne una priorità assoluta. Era necessario ridurre il rischio di futuri allagamenti e l’unica soluzione possibile consisteva nell’eliminare completamente i pilastri presenti nell’alveo, sostituendo il ponte storico con una struttura in acciaio a campata unica, capace di lasciare libero il passaggio dell’acqua.
Per realizzare l’opera è stato necessario installare un ponte provvisorio Bailey, così da mantenere aperta la viabilità durante la demolizione della vecchia struttura.
Il costo del ponte provvisorio a noleggio supera i 20.000 euro al mese e la durata inizialmente prevista del noleggio era di sedici mesi.
È stato inoltre necessario realizzare fondazioni profonde circa 40 metri, da sottoporre a prove di carico e verifiche prima di poter sostenere la nuova struttura. Si tratta di operazioni altamente specialistiche che richiedono tempi tecnici non comprimibili.
Durante gli scavi sono però emersi ostacoli non completamente previsti, tra cui numerosi sottoservizi da rimuovere e riposizionare e una soletta in calcestruzzo nascosta sotto la sabbia.
Ogni imprevisto ha richiesto modifiche operative e ulteriori verifiche strutturali.
Nel frattempo, gli anni successivi alla progettazione sono stati caratterizzati da un forte aumento dei costi dell’acciaio, del calcestruzzo, dell’energia e dei trasporti.
La Regione Toscana ha quindi dovuto reperire ulteriori risorse economiche, superiori a un milione di euro, per consentire la prosecuzione del cantiere, riconoscendo sia la complessità amministrativa dell’intervento sia la necessità di continui aggiornamenti del cronoprogramma, che hanno inevitabilmente inciso sui tempi di realizzazione.
Il cantiere è stato avviato a metà del 2023 e l’opera avrebbe dovuto concludersi entro diciotto mesi, quindi nel 2024.
Il progetto ha però accumulato oltre tre anni di ritardo a causa dell’intreccio di numerosi fattori: gli imprevisti emersi durante i lavori, il rincaro dei materiali e persino l’abbandono del cantiere da parte del consorzio appaltatore originario.
Dopo lo stop della ditta capogruppo, i lavori per le spalle in cemento armato e le platee sono ripartiti con il subentro di una nuova impresa, mentre la struttura in acciaio è attualmente in attesa di posa.
Tutto ciò ha alimentato proteste e polemiche per la durata dei lavori necessari a realizzare un ponte lungo appena quaranta metri.
Come spesso accade, l’ironia dei livornesi non si è fatta attendere e si è manifestata in almeno due episodi divenuti molto popolari.
- Il 3 aprile, pochi giorni prima di Pasqua, comparve sulla recinzione del cantiere un cartello giallo con la scritta “A PASQUA FACCIAMO IL PONTE”, prontamente rimosso.
- Successivamente apparve un grande lenzuolo che metteva a confronto i tempi di costruzione di ponti ben più imponenti realizzati in Turchia, negli Stati Uniti, in Danimarca e in Cina (quattro o cinque anni) con quelli, ancora indefiniti, del ponte di appena quaranta metri di Livorno. Il messaggio si concludeva con un ironico invito a dedicarsi alle attività ippiche… ma non all’ippodromo cittadino. Anche questo striscione venne rimosso nel giro di pochissimo tempo.
Ad oggi:
- il ponte provvisorio è stato installato;
- il vecchio ponte è stato demolito;
- le fondazioni profonde sono state completate;
- sono in corso i collaudi.
Secondo la Regione Toscana:
- l’opera rimane strategica per la sicurezza idraulica della città;
- i ritardi sono il risultato della concomitanza di imprevisti geologici, complessità amministrative, vicende dell’appalto e rigorosi collaudi strutturali richiesti prima della posa definitiva del nuovo ponte.
Ora non resta che attendere la conclusione dei lavori e l’inaugurazione. Poi, probabilmente, qualcuno a Livorno troverà il modo di trasformare anche quel momento in una battuta. Magari con una semplice domanda, la stessa resa celebre da uno spot televisivo degli anni Ottanta che promuoveva l’uso di siringhe con aghi ultra sottili: “ GIÀ FATTO?”

