(AGENPARL) - Roma, 1 Luglio 2026 - "Nel carcere di Trento è detenuta una persona nata nel 1946. Ci chiediamo
come un ottantenne possa ancora essere considerato socialmente pericoloso
e, soprattutto, perché non sia stato possibile individuare una misura
alternativa alla detenzione" – dichiarano Filippo Blengino, Segretario di
Radicali Italiani, e Paolo Binda di Radicali Trento, al termine della
visita effettuata oggi nell'istituto -. "Dopo il suicidio della giovane
detenuta di ventun anni – proseguono Blengino e Binda – appare ancora più
evidente la gravità del disagio psichiatrico presente all'interno del
carcere. A questo si aggiunge il problema del lavoro: al di là di alcuni
progetti positivi in fase di avvio, la grande maggioranza dei detenuti
svolge esclusivamente mansioni alle dipendenze dell'amministrazione
penitenziaria con turnazioni che consentono di lavorare appena tre mesi
all'anno. È difficile parlare di reinserimento sociale quando il carcere
offre così poche opportunità di formazione e di lavoro" – concludono.
*–*
*Riccardo Morgante*
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