(AGENPARL) - Roma, 29 Giugno 2026 - WASHINGTON – Una recente indagine del New York Times ha acceso i riflettori su presunti intrecci finanziari tra la famiglia del Presidente Donald Trump, quella del Segretario al Commercio Howard Lutnick e un importante accordo sui minerali critici in Kazakistan.
L’accordo in Kazakistan
Secondo l’inchiesta, l’amministrazione Trump avrebbe facilitato un accordo per garantire alla società Kaz Resources l’accesso a uno dei più grandi giacimenti di tungsteno al mondo in Kazakistan. Il progetto ha ricevuto manifestazioni di interesse per finanziamenti governativi USA fino a 1,6 miliardi di dollari.
Il report sostiene che il Presidente Trump abbia partecipato personalmente a una telefonata con il Presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev insieme al Segretario Lutnick per finalizzare l’intesa.
Gli intrecci finanziari
L’indagine evidenzia alcune tempistiche chiave:
- Poche settimane dopo le negoziazioni, investitori legati alla Dominari Securities — società finanziaria parzialmente di proprietà di Donald Trump Jr. ed Eric Trump — hanno acquisito una quota in un’entità connessa al progetto minerario kazako.
- Cantor Fitzgerald, banca d’investimento precedentemente guidata da Lutnick e oggi controllata dai suoi figli Brandon e Kyle, ha contribuito a raccogliere 210 milioni di dollari per uno dei partner dell’investimento, potenzialmente generando commissioni milionarie.
Un modello ricorrente?
Secondo il New York Times, il caso kazako non sarebbe isolato. Il quotidiano ha identificato 14 aziende minerarie che presentano legami finanziari con la famiglia Trump o con Cantor Fitzgerald e che stanno simultaneamente cercando permessi o assistenza finanziaria dall’amministrazione. Il valore totale dei finanziamenti governativi approvati o in valutazione per queste aziende supererebbe gli 8,9 miliardi di dollari.
L’indagine cita anche altri esempi, come gli investimenti di Donald Trump Jr. nella startup mineraria Vulcan Elements, che ha ottenuto un accordo di finanziamento federale da quasi 700 milioni di dollari per espandere la produzione in North Carolina.
La reazione della Casa Bianca e della politica
La Casa Bianca ha respinto ogni accusa di irregolarità. Il portavoce Kush Desai ha dichiarato che l’unico interesse che guida le decisioni dell’amministrazione è il benessere del popolo americano, sottolineando che la messa in sicurezza delle catene di approvvigionamento di minerali critici rimane una priorità di sicurezza nazionale.
Sul fronte opposto, la politica democratica chiede chiarezza. La rappresentante Maxine Dexter ha sollecitato il Congresso a vigilare affinché i fondi dei contribuenti siano utilizzati nell’interesse pubblico e non per favorire famiglie connesse ai funzionari dell’amministrazione.
Crediti: The White House/Public Domain
