(AGENPARL) - Roma, 29 Giugno 2026 - Roma, 29 giugno. "Il dazio Ue di 3 euro sui pacchi extra Ue di valore inferiore ai 150 euro, che entrerà in vigore il primo luglio, è l'ennesima legnata sui consumatori, in particolare quelli più fragili. Ed è una tassa che vede la più totale complicità del Governo Meloni, che con la Manovra 2026 voleva introdurre addirittura in anticipo un'analoga tassa da 2 euro a pacchetto, recentemente rinviata al primo ottobre. Gli effetti sono disastrosi. Non solo sugli stessi pacchetti adesso si pagherà il dazio europeo da 3 euro, ma anche l'Iva al 22% sul valore comprensivo del dazio. E dal primo ottobre si dovranno aggiungere i 2 euro di tassa previsti dalla Legge di bilancio di Meloni e Giorgetti. Siamo in presenza di una valanga di tasse da parte dell'Esecutivo, non contento di aver raggiunto il record della pressione fiscale, negli ultimi 10 anni, al 43,1% del Pil. Un elenco di tasse, quelle inserite da Meloni-Giorgetti, lunghissimo, che solo a titolo di esempio comprende: aumento di tutte le accise sui carburanti; aumento dell'Iva su pannolini, latte in polvere, seggiolini per bambini e prodotti per l'igiene femminile; aumento della cedolare secca sugli affitti brevi; aumento delle tasse sul ceto medio attraverso il taglio delle detrazioni; aumento delle tasse sulla casa attraverso il taglio o depotenziamento di ben 15 agevolazioni fiscali edilizie; aumento delle tasse sulla casa attraverso il taglio delle agevolazioni fiscali agli under 36 che acquistano la prima casa; aumento delle tasse sulla casa attraverso la cancellazione delle agevolazioni Iva per l'acquisto di immobili a più alta classe energetica; aumento delle tasse sulle imprese attraverso il taglio dei crediti d'imposta di Transizione 4.0 e poi Transizione 5.0. A tutto questo si aggiunga il fiscal drag, ovvero l'aumento delle tasse subìto dai lavoratori che, dopo aver ottenuto un adeguamento salariale, si ritrovano nello scaglione superiore d'imposta pagando più tasse. È meno male il partito di Meloni, Fdi, in questa legislatura ha depositato una proposta di legge alla Camera per introdurre in Costituzione un tetto alla pressione fiscale mai superiore al 40% in rapporto al Pil. Questa proposta, come tutte le promessi elettorali della Meloni, si è totalmente sgretolata". Lo comunica il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e responsabile delle politiche economiche e fiscali dei pentastellati.
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