(AGENPARL) - Roma, 26 Giugno 2026 - Roma, 26 giu. – "Esultano tra di loro vantandosi di aver 'vinto al totocalcio', ma qui non c'è in palio un'innocua schedina domenicale, ma ci sono in gioco i miliardi dei contribuenti, sacrificati sull'altare dell'inutile feticcio di cartapesta di Matteo Salvini. Le intercettazioni emerse dall'inchiesta sui presunti tentativi di condizionare la Corte dei conti scoperchiano un vaso di Pandora che puzza di vecchio malaffare e di spregiudicatezza." – Lo dichiara in una nota Agostino Santillo, vicepresidente della Commissione Ambiente alla Camera. "I contorni di questa vicenda non sono più soltanto dubbiosi o grigi, sono diventati letteralmente torbidi. Stiamo assistendo alle ennesime nefandezze per spingere a forza un'opera che è la negazione assoluta delle reali priorità infrastrutturali del Paese. L'accanimento terapeutico di questa destra, sorda a qualsiasi logica, dimostra in modo lampante che il Ponte non risponde a nessuna reale esigenza tecnica o di mobilità: è diventato un brutale assalto alla diligenza, un banchetto apparecchiato esclusivamente per ingrassare miopi interessi economici e bieche speculazioni. A rendere questo scempio ancora più nauseante è l'atteggiamento di Salvini e Meloni. Di fronte al fango che emerge dalle indagini, il 'Capitano' e la sedicente 'Patriota' fanno gli gnorri, rintanati in un silenzio omertoso che li rende inermi e, politicamente parlando, complici a tutti gli effetti. È inconcepibile che almeno Salvini, il principale promotore di quest'opera, non muova un dito, non prenda decisioni drastiche e non senta il dovere di metterci la faccia. Soprattutto mentre si mostra irreprensibile verso l'ad di FS, quando invece il vero artefice del caos delle nostre ferrovia è lui. Quando c'è da fare propaganda è sempre in prima fila, ma quando emergono ombre sparisce dai radar. Se non ha il coraggio o l'indipendenza per fermare questa macchina speculativa, abbia almeno la decenza di dimettersi," conclude Santillo.
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