(AGENPARL) - Roma, 26 Giugno 2026 - La proposta di legge elettorale della maggioranza non risponde ai problemi reali della nostra democrazia e rischia anzi di accentuarne le fragilità. In un contesto segnato da crescente astensionismo e frammentazione politica, servirebbe più rappresentanza e più partecipazione, non meno.
La stabilità non si costruisce distorcendo la volontà popolare con un premio maggioritario sproporzionato, ma rafforzando la fiducia tra cittadini e istituzioni: la forza della democrazia non può derivare dall'alterazione del voto popolare, ma dalla capacità delle istituzioni di rappresentarlo fedelmente.
Si introduce un premierato di fatto che riduce gli spazi del Parlamento e si indeboliscono le funzioni di garanzia previste dalla nostra Costituzione. Pur senza modificare formalmente la forma di governo, la legge elettorale viene utilizzata per concentrare il potere attorno alla figura del capo della coalizione vincente.
E così l'indicazione del candidato premier scavalca le prerogative del capo dello stato. E al tempo stesso fa credere al cittadino che, votando il partito, sceglie automaticamente il Capo del Governo.
Le liste bloccate rappresentano un ulteriore arretramento sul piano della partecipazione democratica e della scelta degli eletti: si allontanano ancora di più cittadini e cittadine dalla politica, proprio mentre cresce la domanda di coinvolgimento.
Una riforma elettorale dovrebbe nascere da un confronto ampio e condiviso, non da scelte di parte e accelerate. Per queste ragioni il Partito Democratico esprime una contrarietà netta e considera questo impianto irricevibile per la nostra democrazia.