(AGENPARL) - Roma, 26 Giugno 2026 - gli elettori dagli eletti"*
"Per riformare una legge elettorale bisognerebbe spogliarsi dei propri
interessi attuali e immediati per immaginare una legge davvero per tutti.
Io vedo invece un approccio miope, costruito sugli interessi politici del
momento". Lo ha detto Giulia Pastorella, deputata e vicepresidente di
Azione, intervenendo nell'aula di Montecitorio in discussione generale
sulla legge elettorale.
"Questo governo si vanta di essere il più longevo – ha proseguito
Pastorella – e stabile della Repubblica. Ma allora perché nella maggioranza
sostengono che questa riforma serva a garantire stabilità, se proprio con
la legge elettorale vigente abbiamo avuto il governo più stabile degli
ultimi decenni? La stabilità dei governi è prima di tutto una questione
politica, dipende dalla volontà dei partiti, non dalla legge elettorale.
Quanto alla rappresentatività, siamo davanti a una finta presenza del
proporzionale: questa legge spinge alla costruzione di due poli che avranno
come obiettivo solo l'accordo elettorale necessario a raggiungere il premio
di maggioranza e non un programma coerente. Più che stabilicum direi
'ammucchiatellum'. Il premio che scatterebbe con una soglia bassa pari al
42 per cento. Noi avevamo proposto il 50 per cento più uno perché se una
forza politica ha davvero la maggioranza è giusto che abbia un premio per
governare. Ma il 42 per cento, peraltro dei votanti, è una soglia troppo
bassa. Su questo si poteva lavorare in modo trasversale. Come sul voto dei
fuori sede, per il quale esiste un consenso ampio", aggiunge Pastorella.
"Un altro modo per riavvicinare i cittadini al voto sarebbe consentire loro
di scegliere i propri rappresentanti. Invece restano solo liste bloccate,
senza preferenze. Così si allontanano sempre di più gli elettori dagli
eletti. È vero, le preferenze non sono sempre sinonimo di meritocrazia, ma
non credo che affidare la scelta solo ai segretari di partito lo sia.
Infine, anche l'iter che ci ha portato qui è stato fortemente accelerato,
fino a parlare perfino di un possibile voto di fiducia. Quando si
interviene sull'esercizio del dovere civico del voto bisognerebbe farlo con
Mattarella ha richiamato ieri in quest'Aula", conclude Pastorella.
