(AGENPARL) - Roma, 24 Giugno 2026 - ROMA, 24 GIUGNO 2026 – "Il M5S vota contro un decreto Lavoro che non affronta nessuna delle vere emergenze che stanno colpendo lavoratrici e lavoratori italiani. L'Italia continua ad avere salari tra i più bassi d'Europa, con milioni di persone che pur lavorando restano in condizioni di povertà. I salari reali sono diminuiti negli ultimi anni e oltre 4 milioni di lavoratori sono poveri. Di fronte a tale realtà, il Governo continua a bocciare la nostra proposta sul salario minimo legale, già adottato nella grande maggioranza dei Paesi europei, preferendo artifici normativi che non mettono un euro in più nelle tasche dei cittadini. Questo decreto non affronta nemmeno il dramma della precarietà. Milioni di giovani e lavoratori vivono con contratti instabili, part-time involontari e stipendi insufficienti; a tutto questo si aggiunge un dato allarmante: oltre 12 milioni di persone sono inattive e hanno smesso perfino di cercare lavoro. Tra loro ci sono milioni di giovani che non vedono prospettive nel nostro Paese. Assistiamo ogni anno alla fuga di oltre 120mila giovani dall'Italia, molti dei quali altamente qualificati. Chi resta troppo spesso è costretto ad accettare lavori non coerenti con il proprio percorso di studi. L'ascensore sociale si è fermato e sempre più giovani rischiano di vivere in condizioni peggiori rispetto a quelle delle generazioni precedenti. Manca inoltre una visione sul futuro del lavoro. La transizione digitale e l'intelligenza artificiale stanno già trasformando il mercato occupazionale. La politica dovrebbe accompagnare questi cambiamenti, investendo in formazione e garantendo che i benefici dell'aumento della produttività ricadano anche sui lavoratori e non esclusivamente sulle imprese". Lo ha detto la vicepresidente del Senato, Mariolina Castellone (M5S), durante la dichiarazione di voto sul decreto Lavoro. "Come M5S – ha ripreso – abbiamo presentato proposte concrete per aumentare le retribuzioni nette, contrastare i licenziamenti dopo gli incentivi alle imprese, sostenere il lavoro di cura, rafforzare le tutele dei lavoratori delle piattaforme digitali, aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro, investire nella formazione e favorire una vera staffetta generazionale. Tutte proposte ignorate dalla maggioranza. Per noi il lavoro non è una semplice variabile economica. Dietro ogni contratto ci sono persone, famiglie, giovani che cercano indipendenza, donne che cercano di conciliare vita e lavoro, caregiver che affrontano sacrifici enormi. È per questo che considero profondamente sbagliata e offensiva la narrazione dei cosiddetti 'divanisti': i giovani italiani non cercano scorciatoie, cercano opportunità, dignità e futuro. Questo decreto rappresenta l'ennesima occasione persa. Il Governo smetta di raccontare favole e affronti finalmente le vere emergenze del Paese: salari bassi, precarietà, sicurezza sul lavoro, formazione e occupazione giovanile. Gli italiani meritano risposte concrete, non propaganda" ha concluso Castellone.
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