(AGENPARL) - Roma, 23 Giugno 2026 - NORME DEBOLI UCCIDONO I DIRITTI"
dove due operai di ventiquattro e quarantacinque anni sono precipitati dal
quarto piano a causa del crollo di un ponteggio, è l'ennesimo campanello
d'allarme di una situazione ormai fuori controllo. Solo la fortuna ha
evitato l'ennesimo bilancio tragico dei nostri cantieri. Ai due lavoratori,
attualmente ricoverati in codice rosso al San Camillo, va tutta la nostra
vicinanza, ma la solidarietà istituzionale non basta più. Roma e l'Italia
stanno affrontando un'emergenza nazionale legata alla tutela della salute e
della vita nei luoghi di lavoro, un tema che viene costantemente
subordinato alle logiche del profitto e della fretta dei mercati.
La responsabilità di questa situazione non è una fatalità, ma l'effetto di
scelte politiche ed economiche ben precise che hanno indebolito il sistema
delle tutele. Nel nostro Paese si registrano ogni anno oltre seicentomila
denunce di infortunio e oltre mille morti, dati inaccettabili che ci
collocano ai vertici di questa triste classifica in Europa. La progressiva
liberalizzazione dei subappalti a cascata ha di fatto frammentato le catene
produttive, rendendo più difficili i controlli e aumentando la
vulnerabilità dei lavoratori, in particolare dei più giovani e della
manodopera straniera, che spesso si trovano a operare nelle condizioni meno
protette.
Il vero problema strutturale risiede nell'insufficienza dei controlli
preventivi, causata dal depotenziamento cronico degli organici degli
ispettorati del lavoro e dei servizi di vigilanza delle ASL. Con le attuali
risorse, la frequenza delle ispezioni nei cantieri è drammaticamente bassa,
riducendo l'efficacia deterrente delle norme vigenti. Quando le sanzioni
amministrative pesano meno dei costi legati al rallentamento dei lavori,
l'intero sistema normativo perde la sua funzione primaria di prevenzione e
salvaguardia della vita umana.
Come Rifondazione Comunista ribadiamo l'assoluta urgenza di riforme
strutturali non più rinviiabili: chiediamo l'introduzione del reato di
lesioni gravi e omicidio sul lavoro nel codice penale per rafforzare la
responsabilità e la deterrenza, il blocco immediato della giungla dei
subappalti e un piano straordinario di assunzioni per i tecnici della
prevenzione e gli ispettori del lavoro. Non tollereremo oltre la
normalizzazione di questa intollerabile emergenza sociale".
Nazionale di Rifondazione Comunista.
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