(AGENPARL) - Roma, 23 Giugno 2026 - Conclusa la prima fase dei colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera. Istituiti gruppi di lavoro per il monitoraggio degli impegni presi. Definite le posizioni su Hormuz, nucleare e diplomazia regionale
Al termine di circa diciotto ore di colloqui al Bürgenstock, le delegazioni guidate dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e dal vicepresidente statunitense JD Vance hanno formalizzato l’avvio della fase operativa del processo negoziale.
Gli esiti tecnici del negoziato
Il confronto ha portato alla creazione di quattro gruppi di lavoro permanenti, incaricati di definire i meccanismi attuativi del Memorandum d’intesa di Islamabad. Le aree di intervento sono:
- Cessazione delle sanzioni: valutazione delle misure di alleggerimento economico.
- Affari nucleari: mantenimento del quadro di salvaguardia esistente.
- Ricostruzione e sviluppo: analisi dei protocolli per la ripresa economica.
- Monitoraggio e attuazione: supervisione degli accordi raggiunti.
La gestione dello Stretto di Hormuz
Il presidente del Parlamento iraniano, Ghalibaf, ha dichiarato che l’assetto gestionale dello Stretto di Hormuz non tornerà alle condizioni antecedenti al conflitto. L’Iran ha annunciato l’intenzione di assumere la responsabilità della gestione del transito marittimo, assicurando il contestuale rispetto delle norme internazionali vigenti. È stata inoltre istituita una linea di comunicazione diretta per prevenire incidenti navali e gestire il traffico commerciale nel quadrante.
Posizione sul dossier nucleare
In risposta alle recenti dichiarazioni ufficiali giunte da Washington, il Ministero degli Esteri iraniano ha precisato che l’interazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) proseguirà esclusivamente in linea con le procedure esistenti, la legislazione del Majlis (Parlamento) e le direttive del Consiglio supremo di sicurezza nazionale. Teheran ha sottolineato di non aver assunto nuovi impegni sul piano nucleare durante i colloqui in Svizzera, subordinando l’eventuale avvio di nuovi negoziati all’adempimento dei punti previsti dal Memorandum di Islamabad.
Prospettive diplomatiche
Il presidente Masoud Pezeshkian, durante i contatti diplomatici delle ultime ore con i leader di Turchia e Serbia, ha ribadito l’apertura al percorso negoziale, ponendo come condizione per la stabilità regionale il monitoraggio della situazione in Libano e la risoluzione delle divergenze economiche. La prossima fase dei negoziati sarà gestita da team tecnici, con il supporto di Pakistan e Qatar in qualità di mediatori, e prevede la definizione di un’intesa definitiva entro un arco temporale di sessanta giorni.
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