(AGENPARL) - Roma, 22 Giugno 2026 - Di seguito la dichiarazione congiunta dei consiglieri regionali di Fratelli d'Italia, Paolo Pagliaro (capogruppo), Giannicola De Leonardis, Renato Perrini, Dino Basile, Luigi Caroli, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Tonia Spina e Giampaolo Vietri.
Insomma, una sorta di gatto che si morde la coda: in seconda Commissione regionale la maggioranza rosso-gialla non si mette d'accordo sui criteri per le nomine, perché la griglia valutativa stilata dagli uffici su indicazione del vecchio Ufficio di Presidenza (quello di Loredana Capone, per intenderci) è a maglie troppo strette, per cui le scelte politiche/partitiche trovano poco spazio e quindi tutto si blocca. Ma, intanto le nomine scadono… come quella del revisore dei conti in quota Consiglio regionale nell'Acquedotto pugliese e quindi il presidente Toni Matarrelli è 'costretto' a procedere alla nomina anche in assenza di una rosa dei nomi che sarebbe dovuta uscire dalla Commissione e passare per il Consiglio per l'approvazione e nomina. Di questo passo non sarà l'unico caso, a meno che non si cambi la legge Laricchia o quanto meno il nuovo Ufficio di Presidenza non dia indicazioni più 'elastiche'.
Ma chi si assume la paternità di cambiare la Legge Laricchia, passando per chi vuole nominare gli amici o gli amici degli amici? Il presidente Antonio Decaro davvero vuole aggiustare e ammorbidire una legge 'rigida' con le nomine? E i consiglieri del Movimento 5 Stelle sono disposti a una retromarcia così spudorata visto che quella legge era un loro cavallo di battaglia? Insomma una bella rogna.
Infine, è evidente che il presidente Matarrelli dovendo decidere in fretta su chi nominare in AQP, sollecitato anche dalla Presidenza della Giunta, è andato sull'usato sicuro, professionista di sua conoscenza sia politica sia istituzionale: ha già lavorato con lui in Provincia e si è candidata a Mesagne nelle sue liste. Non possiamo non chiederci se davvero non ci fossero altri revisori in grado di avere un CV sempre all'altezza, ma con meno legami con il presidente del Consiglio. Tutto legittimo e necessario, ma, forse, poco opportuno"./comunicato
