(AGENPARL) - Roma, 21 Giugno 2026 - ZURIGO – Una delegazione iraniana di alto livello è arrivata in Svizzera per negoziare con gli Stati Uniti. Obiettivo della missione è garantire l’attuazione pratica del “Memorandum d’Intesa di Islamabad” (MoU), firmato lo scorso 17 giugno per porre fine al conflitto tra i due paesi.
La missione diplomatica La delegazione è guidata dal Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. Ne fanno parte anche il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il vice del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale Ali Bagheri Kani e il Governatore della Banca Centrale Abdolnaser Hemmati.
Secondo il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, il viaggio punta a esigere il pieno rispetto degli impegni presi. L’Iran accusa gli Stati Uniti di non aver ancora fermato, come previsto dal documento, gli attacchi israeliani in Libano.
Il contesto dell’accordo Il Memorandum di Islamabad, mediato principalmente dal Pakistan con il supporto di Qatar, Turchia, Egitto e Arabia Saudita, ha segnato formalmente la fine della guerra iniziata lo scorso 28 febbraio. Il patto prevede un cessate il fuoco su tutti i fronti e l’avvio di una fase negoziale di 60 giorni per definire un accordo definitivo.
Il coinvolgimento dei mediatori Ai colloqui, previsti nella località svizzera di Bürgenstock, parteciperanno anche rappresentanti del governo pakistano, incluso il Primo Ministro Shehbaz Sharif e il capo dell’esercito, il Field Marshal Syed Asim Munir. È prevista inoltre la partecipazione dei mediatori del Qatar.
Il ricordo di Minab Al suo arrivo, Ghalibaf ha dedicato il lavoro della delegazione – denominata “Minab 168” – alla memoria delle vittime civili del conflitto. Il nome ricorda i 168 caduti, in gran parte studenti, uccisi in un attacco aereo su una scuola primaria a Minab il 28 febbraio, giorno di inizio delle ostilità.
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