(AGENPARL) - Roma, 21 Giugno 2026 - TEHERAN – Le forze armate iraniane hanno formalizzato ieri la chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico navale. Nonostante l’annuncio perentorio di Teheran, le operazioni marittime nella zona restano operative.
L’annuncio e la minaccia di Teheran Il quartier generale delle forze armate iraniane (Khatam al-Anbiya) e la Marina dell’IRGC hanno dichiarato lo stretto “chiuso a tutte le navi”. La decisione è stata presentata come una ritorsione per la violazione del Memorandum d’Intesa (MoU) firmato con gli Stati Uniti. Secondo l’Iran, Washington non ha garantito il cessate il fuoco immediato, permettendo al regime israeliano di proseguire le operazioni militari nel sud del Libano. Teheran ha definito questo atto come un “primo passo” per forzare il rispetto degli accordi.
La realtà operativa: navi in transito Nonostante la dichiarazione ufficiale, i dati di monitoraggio marittimo confermano che il transito nello stretto non è bloccato. Le navi mercantili e le petroliere continuano a navigare regolarmente. Il comando statunitense (CENTCOM) ha smentito l’efficacia del blocco, sottolineando che le rotte restano aperte. Gli Stati Uniti continuano a presidiare il corridoio per garantire la libertà di navigazione internazionale.
Una manovra di pressione diplomatica Gli analisti interpretano la mossa di Teheran non come un’azione militare operativa, ma come uno strumento di pressione diplomatica. L’annuncio serve a rafforzare la posizione negoziale della delegazione iraniana, arrivata in Svizzera per i colloqui di Bürgenstock. L’Iran punta a utilizzare la minaccia economica per costringere gli USA a una gestione più rigorosa del patto siglato a Islamabad.
