(AGENPARL) - Roma, 18 Giugno 2026 - MAPUTO – Il Servizio Nazionale di Investigazione Criminale del Mozambico (Sernic) è al centro di una dura inchiesta internazionale che lo descrive non come un organo di polizia tecnica, ma come il “braccio armato” del regime del Frelimo, impegnato in operazioni di sorveglianza e repressione contro i dissidenti politici.
Un’inchiesta internazionale
Il rapporto, parte dell’indagine Mozambique Exposed coordinata da Forbidden Stories e condotta da trenta giornalisti di dieci testate internazionali, evidenzia come, a oltre 18 mesi dalle contestate elezioni generali del 2024, il clima nel Paese resti segnato da intimidazioni, sparizioni forzate e violenze ad opera delle forze di sicurezza.
Il ruolo del Sernic
Sebbene ufficialmente dotato di autonomia amministrativa e tecnica, il Sernic viene indicato da ricercatori e attivisti come uno strumento di controllo politico. Le testimonianze raccolte delineano un modus operandi consolidato:
- Sorveglianza digitale: Il monitoraggio delle comunicazioni sfrutta la debolezza della protezione dei dati e la vicinanza di operatori telefonici a interessi legati al partito di governo.
- Controllo capillare: La sorveglianza si avvale di una rete di informatori locali, inclusi i “capo quartiere” (chefes de quarteirao), che segnalano sistematicamente le attività dei cittadini alle autorità.
Impunità e relazioni diplomatiche
L’inchiesta punta il dito contro l’impunità di cui godono i membri del servizio, citando casi di rapimenti rimasti irrisolti nonostante le prove raccolte, inclusi dati di tracciamento e filmati di videosorveglianza. La mancata collaborazione delle autorità mozambicane con gli inquirenti stranieri – come nel caso del rapimento dell’imprenditore Americo Sebastiao – viene letta dagli osservatori come una scelta dettata dalla sensibilità politica dei rapporti bilaterali.
Il governo di Maputo, così come i vertici del Sernic, non hanno risposto alle richieste di commento in merito alle gravi accuse emerse dal consorzio investigativo.
Crediti: Foto Rohan Reddy/Unsplash
