(AGENPARL) - Roma, 16 Giugno 2026 - Dopo la mediazione del Pakistan, Iran e Stati Uniti verso una tregua. Pezeshkian celebra la svolta, ma Araghchi avverte: “Trattiamo con diffidenza”.
Una svolta diplomatica scuote il Medio Oriente. Il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha confermato l’avvio di colloqui formali con gli Stati Uniti. Il primo round si terrà questa settimana in Svizzera, subito dopo la firma di un Memorandum of Understanding (MoU).
L’accordo L’intesa nasce dalla mediazione del Pakistan. Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian l’ha definita una “medaglia al valore” contro le pressioni internazionali. Ha sottolineato inoltre la coesione tra governo, Parlamento e forze armate.
La cautela di Teheran Nonostante l’apertura, Teheran resta prudente. Araghchi ha ricordato la storia di promesse infrante da parte di Washington. Per questo, ha avvertito che il negoziato sarà affrontato con estrema diffidenza. A garantire l’operazione c’è il Presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, segnale del sostegno dei vertici dello Stato.
Cosa succederà? Il documento, firmato virtualmente domenica, definisce impegni reciproci da attuare a tappe. Gli obiettivi sono due: la revoca delle sanzioni economiche e il futuro del programma nucleare. La finestra negoziale è fissata a 60 giorni, con possibilità di proroga.
Gli scenari Israele ha già espresso il proprio disappunto, mossa che Pezeshkian usa come prova del successo iraniano. Resta un nodo centrale: la fiducia. Il successo del piano dipenderà dalla capacità di entrambe le parti di rispettare gli impegni in un clima di storica ostilità.
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