(AGENPARL) - Roma, 15 Giugno 2026 - Roma, 15 giu. – "Le audizioni di Confetra e Confitarma saranno un passaggio importante per comprendere gli obiettivi della riforma della governance portuale. Parliamo di organizzazioni che da tempo chiedono una maggiore centralizzazione delle decisioni e una regia nazionale più forte per il sistema logistico italiano. Proprio per questo il Parlamento ha il dovere di approfondire tutti gli effetti del provvedimento e di ascoltare anche chi potrebbe subirne le conseguenze. Quando si interviene su un settore strategico come quello portuale non si può guardare soltanto alle esigenze dei grandi operatori economici. Bisogna comprendere quale sarà l'impatto sui lavoratori, sulle comunità portuali, sulle imprese locali e sui territori che in questi anni hanno contribuito alla crescita degli scali italiani. Molti lavoratori del settore e diverse realtà portuali guardano con preoccupazione a una riforma che accentra poteri e risorse senza chiarire fino in fondo quali benefici concreti produrrà per l'occupazione, per la qualità del lavoro e per il futuro delle attività portuali. È una domanda legittima che merita risposte. La competitività del sistema portuale italiano non si misura soltanto nella capacità di movimentare più merci. Si misura anche nella qualità del lavoro che viene creato, nella capacità di generare sviluppo per i territori e nella possibilità di costruire una filiera logistica moderna che distribuisca opportunità e investimenti lungo tutta la rete portuale nazionale. Per il Movimento 5 Stelle il dibattito non può fermarsi alla governance. L'Italia ha bisogno di una strategia per il Mediterraneo che valorizzi i porti esistenti, rafforzi l'integrazione con la rete ferroviaria e rilanci una moderna politica delle Autostrade del Mare. Serve una visione capace di mettere insieme competitività, sostenibilità e buona occupazione. Allo stesso tempo continueremo a chiedere la massima attenzione rispetto a progetti come l'ampliamento del porto di Catania, sul quale restano aperte rilevanti questioni ambientali e territoriali. Lo sviluppo infrastrutturale deve essere accompagnato da trasparenza, partecipazione e da una chiara dimostrazione dell'interesse pubblico delle opere previste. Le audizioni serviranno a capire se questa riforma rafforzerà davvero il sistema portuale italiano nel suo complesso o se finirà per rispondere prevalentemente alle esigenze di alcuni grandi operatori. È un confronto che deve partire dal lavoro, dai territori e dal ruolo strategico che l'Italia vuole avere nel Mediterraneo". Così Antonino Iaria, deputato del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Trasporti della Camera.
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