(AGENPARL) - Roma, 14 Giugno 2026 - TEHERAN – Il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha confermato che i negoziati con gli Stati Uniti, mediati dal Pakistan e durati circa due mesi, sono giunti alle battute finali. L’obiettivo è la sigla di un protocollo d’intesa (MoU) in 14 punti volto a consolidare il cessate il fuoco – in vigore dall’8 aprile – e a chiudere definitivamente il conflitto avviato a fine febbraio.
La strategia di Teheran: sovranità e riconoscimento
Araghchi ha sottolineato che, una volta finalizzato, l’accordo segnerebbe un precedente storico: “Credo che questa sarebbe la prima volta in 47 anni che gli Stati Uniti riconoscono e rispettano esplicitamente la sovranità della Repubblica Islamica dell’Iran, documentandola per iscritto”.
Il protocollo prevede la cessazione delle ostilità su tutti i fronti, Libano incluso, con il ritiro delle forze israeliane dalle aree occupate e un impegno reciproco a non ricorrere a minacce o all’uso della forza. La firma, che avverrà in modalità digitale, potrebbe essere imminente, con il Ministro che ha parlato di una tempistica stimata tra le 24 e le 48 ore.
Il percorso post-MoU: nucleare e sanzioni
Secondo il capo della diplomazia iraniana, la firma del memorandum fungerà da base per una fase successiva. Entro 60 giorni dall’accordo, Teheran e Washington avvieranno un tavolo negoziale dedicato alla questione nucleare e alla revoca delle sanzioni economiche. Tale finestra temporale, ha spiegato Araghchi, potrà essere estesa qualora i progressi nei colloqui lo rendessero necessario.
“Soddisfazione reciproca” come principio diplomatico
In risposta alle voci di corridoio, il Ministro ha chiarito la posizione negoziale iraniana. “Non esiste accordo in cui una parte ottiene il 100% dei risultati e l’altra nulla. La soddisfazione reciproca è un principio fondamentale della diplomazia”, ha affermato Araghchi, rigettando al contempo la logica delle pressioni esterne: “Se si cerca l’intesa, bisogna cambiare linguaggio. L’Iran non si piega alle minacce; se la controparte sceglie la via della forza, siamo pronti a rispondere”.
Il memorandum, già oggetto di attento esame da parte del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, resta al momento riservato. I dettagli saranno comunicati ufficialmente solo dopo la firma definitiva.
Fonte: Irna.ir
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