(AGENPARL) - Roma, 12 Giugno 2026 - Il crollo del prezzo dell’olio extravergine d’oliva italiano, dimezzato nell’ultimo anno, è diventato il simbolo più evidente della fragilità del sistema agroalimentare nazionale. Secondo Coldiretti, che il 10 e l’11 giugno 2026 ha mobilitato migliaia di agricoltori davanti alle Prefetture di tredici capoluoghi, non si tratta di una normale oscillazione di mercato, ma dell’effetto combinato di speculazioni, importazioni massicce e frodi sull’origine del prodotto. Le proteste hanno denunciato un meccanismo che, a detta degli agricoltori, sta “strozzando” la filiera: da un lato i costi di produzione aumentano, dall’altro il prezzo riconosciuto ai produttori crolla sotto i livelli di sostenibilità economica.
Il dato più drammatico riguarda proprio il prezzo: nell’arco di dodici mesi il valore dell’olio extravergine italiano è sceso del 50%, mentre i costi di produzione sono aumentati di oltre 200 euro per ettaro, come rilevato dal Centro Studi Divulga. Questo squilibrio mette in ginocchio migliaia di aziende olivicole, già provate dall’aumento dei costi energetici, dalla scarsità di manodopera e dalla riduzione dei margini. Coldiretti parla apertamente di “trafficanti di olio” che approfittano della fragilità del settore acquistando olio estero a prezzi stracciati e immettendolo sul mercato italiano come se fosse Made in Italy, sfruttando le pieghe normative che consentono di cambiare l’origine doganale del prodotto dopo una trasformazione minima.
I dati ufficiali mostrano con chiarezza che i conti non tornano. L’Italia produce 234 milioni di litri di olio extravergine d’oliva all’anno, ma ne consuma 461 milioni, ne esporta 318 milioni e ne importa 545 milioni. La sproporzione tra produzione nazionale e volumi commercializzati indica che una parte significativa dell’olio venduto come italiano non può esserlo realmente. La norma sull’“ultima trasformazione sostanziale”, che permette di attribuire l’origine italiana a un prodotto estero dopo una lavorazione marginale, è considerata da Coldiretti una delle principali porte d’ingresso delle frodi.
La Puglia, regione leader dell’olivicoltura italiana, è tra le più colpite. Qui il prezzo dell’olio extravergine è crollato del 50% in un anno, mentre i costi continuano a crescere. Gli agricoltori denunciano che il mercato è invaso da olio straniero venduto come italiano, con un effetto depressivo sui prezzi che rende impossibile coprire i costi di produzione. La protesta di Bari, una delle più partecipate, ha messo in evidenza come la filiera regionale rischi di perdere competitività, con ripercussioni su frantoi, industrie di trasformazione, logistica e occupazione stagionale.
Il quadro complessivo mostra un settore sotto attacco: prezzi dimezzati, costi in aumento, importazioni fuori controllo e un sistema di frodi che altera la concorrenza e mette a rischio la sopravvivenza delle aziende agricole. Le richieste avanzate da Coldiretti ai Prefetti sono chiare: più controlli, maggiore trasparenza, tracciabilità completa, stop alle pratiche sleali e alle vendite sotto costo. Tra le proposte figurano l’uso della risonanza magnetica e della mappatura isotopica per certificare l’origine del prodotto, la sospensione dell’olio a dazio zero dalla Tunisia e il blocco del traffico di perfezionamento attivo, considerato una delle principali vie di ingresso dell’olio estero che poi viene reimmesso sul mercato come italiano.
Il rischio è che la crisi non resti confinata agli olivicoltori, ma si estenda all’intera filiera agroalimentare. Meno produzione significa meno lavoro nei frantoi, meno trasformazione industriale, meno export e un indebolimento complessivo del sistema. La tenuta dell’olivicoltura italiana non è solo una questione economica, ma un elemento identitario, culturale e paesaggistico che riguarda interi territori. Senza interventi rapidi e coordinati, la crisi rischia di diventare strutturale, compromettendo uno dei pilastri del Made in Italy agroalimentare.
Dati confrontabili
- Prezzo olio extravergine italiano: –50% in un anno
- Costi di produzione: +200 €/ha
- Produzione nazionale: 234 milioni litri/anno
- Consumi interni: 461 milioni litri/anno
- Export: 318 milioni litri/anno
- Import: 545 milioni litri/anno
- Proteste Coldiretti: 13 capoluoghi coinvolti (10–11 giugno 2026)
🔗 LINK ISTITUZIONALI UFFICIALI
MASAF – Olivicoltura https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11738 (politicheagricole.it )
ICQRF – Controlli antifrode https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11715 (politicheagricole.it )
ISMEA – Olio d’oliva (schede di mercato) https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/117 (ismea.it )
Osservatorio UE dei mercati agricoli – Olio d’oliva https://agriculture.ec.europa.eu/data-and-analysis/markets/olive-oil_it (agriculture.ec.europa.eu )
Eurostat – Indici dei prezzi agricoli https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/apri_pi10/default/table (ec.europa.eu )
ADM – Statistiche doganali https://www.adm.gov.it/portale/dati-statistici (adm.gov.it )