(AGENPARL) - Roma, 11 Giugno 2026 - L’ambasciatore iraniano al Consiglio di Sicurezza: “Il cessate il fuoco dell’8 aprile è violato da Washington e Israele. Pronti ad esercitare il diritto all’autodifesa”
“Nessun accordo sostenibile può essere raggiunto attraverso minacce, intimidazioni o l’uso della forza”. È con queste parole che l’Ambasciatore iraniano e rappresentante permanente presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, ha replicato oggi al Consiglio di Sicurezza ONU alle ricorrenti minacce avanzate dal presidente statunitense Donald Trump contro la Repubblica islamica.
Nel corso del dibattito di alto livello presieduto dalla Colombia, Iravani ha inquadrato il confronto attuale in uno scenario di instabilità sistemica, indicando nella presenza militare statunitense e nelle azioni del governo israeliano le cause profonde della crisi mediorientale. Secondo l’ambasciatore, la politica di “egemonia” perseguita da Washington ha alimentato decenni di insicurezza, ostacolando ogni reale percorso diplomatico.
Il punto più critico del discorso di Iravani riguarda il cessate il fuoco globale dell’8 aprile, che l’Iran dichiara essere ripetutamente violato da Stati Uniti e Israele. Di fronte a queste violazioni, Iravani ha ribadito la ferma posizione di Teheran: “L’Iran ha esercitato e continuerà ad esercitare il suo diritto intrinseco di autodifesa, come riconosciuto ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite”.
L’ambasciatore ha quindi respinto al mittente ogni pressione, definendo la politica di coercizione militare degli Stati Uniti come “fallimentare” e “controproducente”. Iravani ha chiuso l’intervento con un monito diretto alla Casa Bianca: se Washington intende seriamente perseguire una soluzione diplomatica, deve abbandonare il linguaggio delle minacce e confrontarsi su una base di rispetto reciproco, uguaglianza sovrana e piena adesione al diritto internazionale.
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