(AGENPARL) - Roma, 10 Giugno 2026 - Roma, 10 giugno – "Mentre il ministro Urso continua a collezionare annunci, tavoli e francobolli celebrativi, l'industria italiana degli elettrodomestici rischia di perdere definitivamente terreno rispetto alla concorrenza asiatica. Per questo ho depositato un'interrogazione parlamentare per chiedere al governo quali misure concrete intenda adottare per difendere e rilanciare uno dei settori manifatturieri più importanti del nostro Paese". Lo dichiara la deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli, capogruppo in commissione Attività produttive. "L'Italia produce circa 20 milioni di elettrodomestici all'anno e rappresenta ancora oggi una delle eccellenze industriali europee. Eppure il comparto è sottoposto a una pressione sempre più insostenibile: costi energetici elevati, costi della transizione ecologica, domanda debole e una concorrenza extraeuropea che può contare su condizioni produttive e commerciali profondamente squilibrate. Per la prima volta nella storia, nel 2025 i produttori asiatici hanno superato quelli europei nelle quote di mercato. È un segnale d'allarme enorme che richiederebbe una strategia industriale nazionale ed europea all'altezza della sfida. Invece da anni assistiamo a un ministero che sembra provare a gestire il declino anziché contrastarlo. Il caso Beko è emblematico. Si è arrivati a un accordo per gestire circa 1.500 esuberi evitando i licenziamenti ma la politica industriale non può limitarsi ad amministrare crisi aziendali una dopo l'altra. Urso sta trattando il sistema produttivo italiano come se fosse in amministrazione giudiziaria permanente, con una procedura di liquidazione in corso, anziché promuovere un vero piano di rilancio industriale. Chiediamo al governo di intervenire immediatamente per rafforzare gli strumenti di politica industriale a sostegno delle imprese italiane ed europee del settore, garantire condizioni di concorrenza eque rispetto ai produttori extra-UE e sbloccare senza ulteriori ritardi le risorse del bonus elettrodomestici. Al tempo stesso il ministro deve attivarsi con urgenza in tutte le sedi europee affinché vengano adottate misure straordinarie a tutela della produzione continentale: contrasto al dumping, difesa delle filiere strategiche, incentivi alla domanda di prodotti realizzati in Europa e utilizzo mirato degli strumenti previsti dalla politica industriale europea. L'Europa e l'Italia non possono assistere passivamente alla progressiva desertificazione industriale del continente. Continuare a perdere capacità produttiva, competenze e occupazione, significa perdere anche autonomia economica e competitività. È il momento di scegliere se difendere il lavoro e l'industria europea oppure limitarsi a certificare il declino".
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