(AGENPARL) - Roma, 10 Giugno 2026 - le respinse nel 2025*
Siamo alle solite. Oggi Giorgia Meloni si è lamentata di nuovo delle foto
prodotte con l'Ai che la ritraggono in sottoveste. Ha detto che bisogna
obbligare chi le produce ad applicare una filigrana che dica 'prodotto con
l'intelligenza artificiale'. Noi siamo d'accordo, ma restiamo basiti da
tanta ipocrisia. Perché esattamente un anno fa, il 24 giugno 2025, mentre
discutevamo il cosiddetto Disegno di Legge AI, la maggioranza guidata da
Giorgia Meloni bocciò un emendamento dell'opposizione che chiedeva
esattamente la stessa cosa.
Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.
Non solo – prosegue la deputata rossoverde – quello di Meloni è lo stesso
Governo che non ha mai chiarito quale agenzia Italiana ha il compito
sanzionare chi non rispetta il 'Regolamento europeo sulla pubblicità
politica' con il risultato di impedire qualsiasi controllo sulla jungla del
web. Come AVS ce ne siamo lamentati più volte in aula e scrivemmo persino
una lettera piena di segnalazioni all'Agcom. Come mai questa scissione tra
le parole di Meloni e i fatti? La verità è che in questi anni la destra ha
fatto di tutto per compiacere i giganti del web, dell'AI e Donald Trump che
portano avanti una battaglia in Europa per la completa deregolamentazione
dell'AI.
Il motivo è semplice: attraverso le foto false, i profili fake, gli
algoritmi truccati e valanghe di disinformazione i miliardari americani
stanno spingendo a destra milioni di persone in tutta Europa. E così Meloni
a parole si lamenta per raccogliere solidarietà ma nei fatti lascia fare,
perché per ogni foto falsa di Meloni ce ne sono altre centinaia e centinaia
di Bonelli, Fratoianni, Conte, Schlein che in fondo le fanno comodo,
conclude Piccolotti.