(AGENPARL) - Roma, 10 Giugno 2026 - La Commissione europea interviene nuovamente sul fronte sanitario per contenere il vaiolo ovino e caprino in Romania, adottando la Decisione di esecuzione (UE) 2026/1217, che aggiorna e rafforza il quadro d’emergenza definito solo poche settimane prima. La misura nasce dalla constatazione che la situazione epidemiologica nel Paese è tutt’altro che stabilizzata: nuovi focolai sono stati individuati nella contea di Mureș, alcuni dei quali al di fuori delle zone già sottoposte a restrizioni, segno che la circolazione virale potrebbe essere più ampia e meno tracciata del previsto.
Per questo la Commissione ha scelto un approccio più prudenziale, ampliando le zone di protezione e sorveglianza e includendo anche aree dei distretti di Cluj e Bistrița-Năsăud, dove la presenza di allevamenti ovicaprini e la mobilità commerciale aumentano il rischio di diffusione. L’obiettivo è creare un cordone sanitario più esteso, capace di intercettare eventuali casi non ancora notificati.
La misura più rilevante, tuttavia, riguarda le movimentazioni degli animali: fino al 31 luglio 2026, l’intera Romania non potrà esportare ovini e caprini verso altri Stati membri né far transitare animali destinati a Paesi terzi. È un blocco temporaneo ma incisivo, che riflette la preoccupazione per una malattia classificata come categoria A secondo il Regolamento (UE) 2016/429, cioè tra quelle che richiedono l’eradicazione immediata. All’interno delle zone delimitate, inoltre, restano in vigore fino al 26 giugno 2026 restrizioni più severe sugli spostamenti, sulle fiere e sulle attività di allevamento.
La Decisione 2026/1217 si inserisce nel quadro normativo già definito dal Regolamento delegato (UE) 2020/687, che disciplina le misure da adottare in caso di focolai di malattie altamente contagiose. La Commissione sottolinea che l’aggiornamento è necessario per garantire un approccio armonizzato e proporzionato, ma soprattutto per evitare che la malattia possa oltrepassare i confini rumeni, con conseguenze economiche e sanitarie rilevanti per l’intero mercato europeo.
In sintesi, Bruxelles sceglie la linea della massima cautela: rafforza le zone di contenimento, blocca temporaneamente gli scambi e aggiorna le misure operative per rispondere a un quadro epidemiologico ancora in evoluzione. Una decisione che avrà un impatto diretto sulla filiera ovicaprina rumena e sugli scambi intracomunitari, ma che punta a prevenire rischi ben più ampi per la salute animale e per la stabilità del mercato unico.
Aggiornamento UE sulle misure sanitarie: Decisione di esecuzione (UE) 2026/1217
La Commissione europea ha adottato la Decisione di esecuzione (UE) 2026/1217, intervenendo nuovamente sulla gestione del vaiolo ovino e caprino in Romania. La misura nasce dalla comparsa di nuovi focolai nella contea di Mureș, alcuni dei quali al di fuori delle zone già delimitate, segno che la circolazione virale potrebbe essere più ampia del previsto. L’atto modifica e rafforza la precedente Decisione 2026/1108, aggiornando il quadro di emergenza per contenere la diffusione della malattia. Fonte: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32026D1217 (eur-lex.europa.eu )
La Commissione ha ampliato le zone di protezione e sorveglianza, includendo non solo le aree già colpite ma anche nuovi territori nei distretti di Mureș, Cluj e Bistrița-Năsăud. L’obiettivo è creare un cordone sanitario più esteso, capace di intercettare eventuali casi non ancora notificati e ridurre il rischio di diffusione verso altre regioni o Stati membri. Fonte: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32026D1108 (eur-lex.europa.eu )
La misura più incisiva riguarda le restrizioni alle movimentazioni: fino al 31 luglio 2026, la Romania non potrà esportare ovini e caprini verso altri Stati membri né far transitare animali destinati a Paesi terzi. All’interno delle zone delimitate restano in vigore, fino al 26 giugno 2026, limitazioni più severe sugli spostamenti, sulle fiere e sulle attività di allevamento. La Commissione giustifica il blocco con l’incertezza epidemiologica e la presenza di focolai non riconducibili a un’unica origine. Fonte: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32020R0687 (eur-lex.europa.eu )
L’intervento si inserisce nel quadro normativo definito dall’Animal Health Law, il Regolamento (UE) 2016/429, che classifica il vaiolo ovino e caprino come malattia di categoria A, cioè soggetta a eradicazione immediata. Le misure operative applicate – delimitazione delle zone, restrizioni di movimento, abbattimento, disinfezione e sorveglianza – derivano dal Regolamento delegato (UE) 2020/687, che disciplina la gestione dei focolai di malattie altamente contagiose. Fonti: Reg. 2016/429 → https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32016R0429 (eur-lex.europa.eu ) Reg. 2020/687 → https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32020R0687 (eur-lex.europa.eu )
Il monitoraggio epidemiologico continua attraverso il sistema europeo ADIS – Animal Disease Information System, che raccoglie le notifiche ufficiali dei focolai e consente alla Commissione di aggiornare rapidamente le misure. La Decisione 2026/1217 rappresenta quindi un intervento preventivo e proporzionato, volto a evitare che la malattia oltrepassi i confini rumeni e comprometta la stabilità del mercato unico. Fonte: https://food.ec.europa.eu/animals/animal-diseases/animal-disease-information-system-adis_it (food.ec.europa.eu )