(AGENPARL) - Roma, 9 Giugno 2026 - Roma, 9 giugno. "A partire dalla fine del 2024 il Governo Meloni ha scelto di trasformarsi in un Governo-banchiere, intervenendo direttamente negli assetti delle banche e favorendo un risiko bancario che continua a produrre effetti e incertezze. La cessione di quote rilevanti di Mps a cordate 'amiche', come quella dei Caltagirone e dei Del Vecchio, attraverso procedure che hanno sollevato numerosi interrogativi, oggi al vaglio della magistratura, ha innescato una catena di operazioni che ha coinvolto Mps, Mediobanca, Generali e alcuni dei principali gruppi bancari e finanziari del Paese. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Quello che avrebbe dovuto essere il perno di un nuovo assetto finanziario nazionale è diventato il centro di un conflitto tra cordate e gruppi concorrenti. Ora si è aperta una seconda fase del risiko bancario e il Governo continua a non spiegare quale sia, e se ci sia, una propria strategia industriale e quali interessi nazionali si intendano effettivamente tutelare. Il M5S non fa la 'ola' a nessuna banca e a nessuna cordata. Per noi la questione centrale resta la tutela del risparmio degli italiani, la protezione dei lavoratori del settore del credito, la salvaguardia della concorrenza e il sostegno all'economia reale. Mentre si susseguono offerte, controfferte e operazioni miliardarie, il Paese continua a fare i conti con una crescita zero, una produzione industriale in calo e salari reali che non hanno ancora recuperato le perdite subite negli anni dell'inflazione. Se i protagonisti di questa nuova fase del risiko saranno in grado di garantire maggiore tutela del risparmio, maggiore concorrenza nel mercato del credito, più sostegno a famiglie e imprese e maggiori garanzie per i lavoratori del settore, valuteremo nel merito le iniziative che verranno proposte. Le dimensioni economiche delle operazioni oggi in campo, inoltre, dimostrano ancora una volta, l'enorme massa di extraprofitti accumulata dal sistema bancario in questi anni. Extraprofitti sui quali il Governo ha finto di intervenire ma che dovrebbero essere tassati davvero per sostenere famiglie, lavoratori e piccole imprese colpite dall'inflazione e dall'aumento del costo del credito". Lo dichiara il senatore Mario Turco, vicepresidente e responsabile delle politiche economiche e fiscali del M5S nonché componente della Commissione d'inchiesta sul sistema bancario.
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