(AGENPARL) - Roma, 9 Giugno 2026 - Il Ddl 1679 introduce un nuovo strumento di valorizzazione territoriale: la Rete nazionale delle Città madri del Made in Italy, un sistema pensato per riconoscere, coordinare e promuovere quei Comuni che rappresentano le radici storiche, culturali e produttive delle eccellenze italiane. Il provvedimento nasce dall’idea che il Made in Italy non sia soltanto un marchio commerciale, ma un patrimonio diffuso, fatto di saperi, tradizioni, filiere locali e identità territoriali che meritano un riconoscimento istituzionale e una strategia di promozione integrata.
La proposta di legge punta a creare una rete strutturata di Comuni, selezionati sulla base di criteri legati alla storia produttiva, alla presenza di filiere certificate, alla tutela delle tradizioni artigianali e agroalimentari, e alla capacità di rappresentare un “luogo di origine” del valore italiano. L’obiettivo è duplice: da un lato, rafforzare la narrazione identitaria del Made in Italy, dall’altro sostenere concretamente i territori che custodiscono competenze e produzioni distintive.
Il ddl prevede che la Rete operi come strumento di coordinamento, capace di mettere in relazione amministrazioni locali, imprese, consorzi di tutela, enti culturali e soggetti del terzo settore. Tra le funzioni principali figurano la promozione turistica integrata, la valorizzazione delle filiere produttive, la diffusione delle buone pratiche di tutela del patrimonio immateriale e la partecipazione a progetti nazionali ed europei dedicati allo sviluppo locale.
Un aspetto centrale del provvedimento è la volontà di rafforzare il legame tra territorio e produzione, riconoscendo che molte eccellenze italiane – dall’agroalimentare all’artigianato artistico – sono indissolubilmente legate ai luoghi in cui sono nate. La Rete delle Città madri mira quindi a trasformare questo legame in un vantaggio competitivo, sostenendo iniziative di marketing territoriale, percorsi formativi, eventi culturali e progetti di innovazione che valorizzino la continuità tra tradizione e modernità.
Il ddl si inserisce inoltre nel più ampio quadro delle politiche nazionali per il Made in Italy, che negli ultimi anni hanno visto un crescente impegno istituzionale nella tutela delle filiere strategiche, nella lotta alla contraffazione e nella promozione internazionale dei prodotti italiani. In questo contesto, la Rete delle Città madri rappresenta un tassello complementare: non un intervento economico diretto, ma un dispositivo culturale e territoriale che punta a rafforzare l’identità e la riconoscibilità del sistema Italia.
Dal punto di vista politico, il provvedimento gode di un interesse trasversale, poiché intercetta temi molto sensibili per i territori: sviluppo locale, turismo, artigianato, agroalimentare, tradizioni e identità culturale. L’esame in Commissione si concentra ora sulla definizione dei criteri di adesione, sul ruolo degli enti locali e sulla governance della Rete, con l’obiettivo di costruire uno strumento efficace e realmente rappresentativo delle molteplici anime del Made in Italy.
In sintesi, il Ddl 1679 propone una visione ampia e culturale del Made in Italy, riconoscendo ai territori un ruolo centrale nella costruzione del valore nazionale. La Rete delle Città madri si configura come un progetto di lungo periodo, capace di unire promozione, identità e sviluppo, e di dare voce ai luoghi che custodiscono l’origine delle eccellenze italiane.