(AGENPARL) - Roma, 8 Giugno 2026 - Il mercato italiano del grano duro continua a muoversi in un clima di sostanziale stabilità. Le rilevazioni aggiornate al 1° giugno 2026 mostrano infatti un quadro complessivamente immobile, con la Commissione Unica Nazionale che conferma i valori della settimana precedente e le principali piazze, a partire da Milano, che mantengono quotazioni invariate. L’unica eccezione significativa arriva dal Sud, dove ad Altamura si registra un ulteriore lieve ribasso, in continuità con una tendenza che da settimane segnala una maggiore sensibilità del mercato meridionale alle pressioni esterne e alle aspettative sulla qualità del nuovo raccolto.
Il contesto europeo non contribuisce a rafforzare i prezzi. In Francia, uno dei principali riferimenti continentali, il mercato del duro continua a scendere, alimentando una dinamica ribassista che inevitabilmente si riflette anche sull’Italia, soprattutto nelle aree dove l’industria guarda con attenzione ai differenziali di prezzo e alla disponibilità di prodotto estero.
A livello internazionale, il quadro resta complesso e condizionato da variabili che vanno oltre la semplice dinamica domanda‑offerta. Il report DAG di giugno 2026 segnala una revisione dei range di prezzo e sottolinea come il mercato sia influenzato da fattori climatici, dal rischio qualità e dalle incertezze che provengono da aree strategiche come il Mar Nero e il Canada, entrambe determinanti per gli equilibri globali del duro. Le stime presentate ai Durum Days e dal CREA indicano per l’Italia una produzione attesa di circa 3,8 milioni di tonnellate, un dato che conferma un raccolto potenzialmente significativo ma esposto agli effetti del caldo anomalo, che potrebbe incidere sulla qualità proteica.
Anche il Mediterraneo orientale contribuisce a definire il quadro complessivo: la Turchia ha fissato i prezzi 2026 del grano duro a 16.500 lire turche per tonnellata, un valore superiore a quello dell’anno precedente e capace di influenzare le dinamiche commerciali dell’intera area.
Nel complesso, il mercato del grano duro appare in una fase di attesa. La stabilità attuale non è sinonimo di equilibrio consolidato, ma piuttosto il risultato di forze contrapposte: da un lato l’immobilità delle piazze italiane, dall’altro le pressioni esterne e le incertezze climatiche che potrebbero modificare rapidamente lo scenario nelle prossime settimane, quando le prime valutazioni sulla qualità del raccolto inizieranno a delineare con maggiore precisione le prospettive della campagna 2026.