(AGENPARL) - Roma, 8 Giugno 2026 - Nuova fase del conflitto in Medio Oriente. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato di aver lanciato un attacco missilistico contro gli impianti petrolchimici di Haifa. L’operazione giunge come rappresaglia per il raid israeliano che, poche ore prima, aveva colpito la Karoun Petrochemical Company a Mahshahr, in Iran.
La minaccia di Teheran L’IRGC ha definito l’attacco israeliano un “gioco pericoloso” contro obiettivi civili e infrastrutture energetiche. In una nota ufficiale, le Guardie della Rivoluzione hanno avvertito che qualsiasi ulteriore aggressione contro le industrie iraniane porterà a una risposta estesa a “tutti gli obiettivi energetici nella regione”. Teheran ha inoltre puntato il dito contro Washington, dichiarando che gli Stati Uniti saranno ritenuti responsabili delle conseguenze per l’economia globale derivanti da questa escalation.
Il punto sulla situazione operativa L’attacco iraniano ad Haifa segue una serie di operazioni incrociate nelle ultime ore:
- Operazione Nasr: L’IRGC ha colpito le basi aeree di Tel Nof e Nevatim e la base di Ramat David, presentandole come origini degli attacchi israeliani contro il Libano e l’Iran.
- Difesa iraniana: Il Ministero degli Esteri di Teheran ha giustificato le manovre citando l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, inquadrandole come legittima autodifesa a fronte delle violazioni del cessate il fuoco dell’8 aprile.
L’entità dei danni presso l’impianto di Mahshahr è ancora in fase di valutazione, mentre le autorità locali hanno disposto l’evacuazione del personale non operativo. La tensione nell’area resta ai massimi livelli, con la crisi che si sposta sempre più marcatamente verso il settore energetico regionale.
