(AGENPARL) - Roma, 8 Giugno 2026 - *Terremoti: INGV e l'OGS rafforzano il monitoraggio dei fenomeni sismici
con la rete nazionale MEET*
*Installate nuove stazioni idrogeochimiche automatiche in tutta Italia, con
quattro nuovi siti permanenti in Friuli, per integrare dati geochimici,
sismologici e di deformazione crostale nello studio dei terremoti*
TRIESTE, 8 GIUGNO 2026 – L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
*(INGV)*, in particolare la Sezione di Palermo *(INGV – PA)*, in
*collaborazione
con* *l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale* –
*OGS*, ha ha implementato nel nord-est d'Italia nell'ambito del progetto
PNRR-MEET (Monitoring Earth's Evolution and Tectonics) *la rete nazionale
di monitoraggio idro-geochimico nelle aree sismiche italiane*.
In particolare, in Friuli sono state installate quattro nuove stazioni
permanenti dedicate al monitoraggio dei parametri idrogeochimici in aree
considerate strategiche per lo studio dei processi sismogenetici.
MEET è un progetto infrastrutturale che ha contribuito al potenziamento
della rete idrogeochimica dell'INGV distribuita sull'intero territorio
nazionale. Queste attività di progetto prevedevano l'installazione di 25
nuove stazioni permanenti sul territorio nazionale per la misura continua
di temperatura, conducibilità elettrica e livello dell'acqua di pozzi e
sorgenti, oltre ai principali parametri meteorologici. L'infrastruttura è
stata progettata con sistemi di acquisizione dati omogenei e protocolli
informatici condivisi per garantire nel tempo acquisizione, archiviazione,
elaborazione e utilizzabilità dei dati provenienti da ogni singola stazione.
"L'obiettivo scientifico del monitoraggio integrato con altre osservazioni
multidisciplinari è migliorare la comprensione del ruolo dei fluidi nei
processi che generano i terremoti. Le acque sotterranee, infatti, possono
mostrare sensibili variazioni dei parametri chimico-fisici o delle portate
in relazione ai processi di deformazione della crosta terrestre e
all'attività sismica. Il riconoscimento e l'interpretazione tempestiva di
queste variazioni forniscono informazioni fondamentali per comprendere i
processi sismogenici e individuare discontinuità tettonico-strutturali
difficilmente rilevabili con altri metodi di indagine" spiega Antonio
Caracausi, ricercatore dell'INGV.
In generale, i siti destinati all'installazione delle strumentazioni sono
stati individuati grazie a studi precedenti congiunti a nuove indagini
idrogeochimiche condotte nelle aree selezionate.
"Oltre alla misura dei parametri chimico-fisici delle acque e di quelli
meteorologici, le stazioni possono essere implementate con strumenti per il
monitoraggio continuo di parametri geochimici nelle acque, come la
pressione parziale di anidride carbonica (PCO2) disciolta e la composizione
dei gas disciolti, e in atmosfera e nei suoli, attraverso la misura dei
flussi di anidride carbonica (CO2) e della composizione chimica e isotopica
dei gas", aggiunge Caracausi.
Il monitoraggio idro-geochimico in Friuli viene sviluppato in un contesto
multidisciplinare, nel quale i dati geochimici vengono integrati con dati
sismologici, di deformazione crostale e altre osservazioni geofisiche, con
l'obiettivo di costruire modelli crostali per l'interpretazione dei
fenomeni naturali collegati ai terremoti.
"Negli ultimi anni l'OGS, in collaborazione con l'Università degli Studi di
Trieste, ha significativamente potenziato la rete di sensori presente in
Friuli. Questa installazione è un ulteriore contributo dell'Ente
all'innovazione tecnologica e scientifica del monitoraggio dell'attività
sismica, che non si limita al contesto locale o nazionale", commenta
Alessandro Vuan, primo ricercatore del Centro di Ricerche Sismologiche
dell'OGS.
"Le stazioni idrogeochimiche andranno infatti a implementare un sistema di
monitoraggio nel contesto delle attività del NFO-NITRO (Near Fault
Observatories – Northeastern Italy ThRust faults Observatory), che fa parte
della rete pan europea di infrastrutture di ricerca sulle Scienze della
Terra Solida EPOS. NITRO è uno dei tre sistemi di monitoraggio delle faglie
attive di questo tipo presente in Italia: vengono installati in prossimità
di un sistema di faglia per osservare in modo integrato i processi fisici e
chimici che precedono, accompagnano e seguono l'attività sismica", aggiunge
Vuan.
Le attività di monitoraggio sismico già svolte dall'OGS sul territorio
regionale del Friuli e la collaborazione tra INGV, OGS e Università di
Trieste fanno sì che l'area interessata dal terremoto del 1976 rappresenti
oggi una delle zone meglio strumentate in Europa per il monitoraggio
multidisciplinare finalizzato alla comprensione dei processi sismogenetici.
In generale, i dati delle stazioni idrogeochimiche in NITRO-NFO
contribuiranno anche ai risultati scientifici della nuova rete di
monitoraggio idrogeochimica INGV. Questa rete nazionale INGV è ancora
nella sua fase iniziale, poiché l'installazione delle stazioni del progetto
MEET si è appena conclusa. La nuova infrastruttura consentirà la
diffusione libera dei dati e dei metadati attraverso una piattaforma
sviluppata dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca
Ambientale (ISPRA) oltre che naturalmente attraverso i canali di
distribuzione INGV.
I prossimi passi riguarderanno l'osservazione dei dati filtrati e il
potenziamento delle stazioni nei siti considerati più interessanti dal
punto di vista scientifico.
FOTO
1 Installazione di una stazione di monitoraggio idrogeochimico delle acque
di un pozzo sito in località Cazzaso nel comune di Tolmezzo (UD).
2 Stazione di monitoraggio completa e funzionante.

