(AGENPARL) - Roma, 6 Giugno 2026 - Il mais continua a essere uno dei cereali più penalizzati dall’attuale fase di mercato. L’aumento dei costi dei fertilizzanti e dell’energia sta spingendo molti agricoltori a ridurre le superfici seminate, con un impatto diretto sui raccolti: le stime indicano un calo fino al 20% della produzione nazionale.
Questa contrazione non riguarda solo la fase agricola, ma si ripercuote sull’intera filiera: i produttori di farine proteiche — fondamentali per mangimistica e zootecnia — stanno entrando in sofferenza per la minore disponibilità di materia prima e per la crescente dipendenza dall’import.
Il risultato è un settore esposto a volatilità, costi elevati e margini sempre più compressi, con effetti a catena su allevamenti, trasformazione e prezzi finali.