Il decreto firmato dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida rappresenta uno dei più importanti interventi normativi degli ultimi anni in materia di DOP, IGP e STG, perché aggiorna l’intero sistema dei Consorzi di tutela alla luce del nuovo regolamento europeo 2024/1143, ridefinendo criteri di rappresentatività, funzioni, vigilanza, governance e trasparenza. Il provvedimento nasce dall’esigenza di adeguare la normativa nazionale al nuovo quadro europeo, che rafforza la protezione delle indicazioni geografiche e attribuisce ai Consorzi un ruolo più strutturato nella promozione, nella difesa legale, nella regolazione dell’offerta e nella sostenibilità delle filiere. Il decreto disciplina in modo puntuale la costituzione dei Consorzi, i requisiti per il riconoscimento, la rappresentanza interna, le modalità di voto, i contributi, le incompatibilità, la vigilanza e le cause di sospensione o revoca, introducendo criteri più stringenti per garantire che i Consorzi siano realmente rappresentativi della produzione certificata e che operino con trasparenza, equilibrio tra categorie e piena coerenza con il disciplinare. Viene inoltre rafforzato il ruolo dell’ICQRF, che coordina la vigilanza sui mercati fisici e online, mentre ai Consorzi viene attribuito un compito più incisivo nella tutela della denominazione, nella lotta alla contraffazione, nella gestione delle autorizzazioni per l’uso della IG nei prodotti composti e nella predisposizione di piani di regolazione dell’offerta, strumenti fondamentali per stabilizzare i mercati e valorizzare la qualità. Il decreto introduce anche norme sulla sostenibilità e sul turismo legato alle IG, riconoscendo che la denominazione non è solo un marchio di qualità, ma un patrimonio territoriale che deve essere comunicato, protetto e reso fruibile in modo responsabile.
(AGENPARL) - Roma, 5 Giugno 2026 - Questo intervento normativo si collega in modo diretto alle dichiarazioni che il Ministro Lollobrigida ha reso in Parlamento rispondendo alle interrogazioni degli onorevoli Cavandoli e Bignami, perché il filo conduttore è la difesa del valore delle produzioni italiane e la richiesta di reciprocità negli scambi commerciali. Quando il Ministro rivendica in sede europea il pieno rispetto delle clausole di salvaguardia e della reciprocità negli accordi commerciali, sta sostenendo la stessa logica che anima il decreto: proteggere le filiere italiane da concorrenza sleale, imitazioni, usi impropri delle denominazioni e importazioni da Paesi che non rispettano gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari. La reciprocità, infatti, non è solo un principio politico, ma un presupposto tecnico per garantire che i produttori italiani non siano penalizzati da regole più severe rispetto a quelle applicate ai concorrenti extra‑UE. Il decreto rafforza proprio gli strumenti di tutela e vigilanza che servono a far valere questo principio, sia sul mercato interno sia nei confronti delle importazioni.
Allo stesso modo, le misure illustrate dal Ministro in risposta all’interrogazione dell’on. Bignami sul caro‑produzione trovano un riscontro concreto nel decreto, che punta a rendere più efficienti e organizzate le filiere DOP e IGP, sostenendo la loro capacità di competere in un contesto di costi crescenti. La regolazione dell’offerta, la trasparenza dei costi consortili, la possibilità di aggregare più IG in un unico Consorzio, la valorizzazione del prodotto e la tutela legale sono strumenti che contribuiscono a rafforzare la redditività delle imprese, soprattutto in un momento in cui i costi energetici, dei fertilizzanti e dei trasporti mettono sotto pressione i margini degli agricoltori. Il decreto, quindi, non è un atto tecnico isolato, ma parte di una strategia più ampia che il Ministro ha illustrato anche in Parlamento: difendere il valore delle produzioni italiane, garantire condizioni eque di mercato, sostenere le imprese colpite dall’aumento dei costi e rafforzare la capacità del sistema agroalimentare di competere sui mercati globali.
In sintesi, il decreto sui Consorzi di tutela e le dichiarazioni del Ministro Lollobrigida convergono su un’unica linea politica: proteggere la qualità, la reputazione e la competitività del Made in Italy agroalimentare attraverso strumenti normativi più moderni, controlli più forti, maggiore rappresentatività delle filiere e una posizione europea ferma sulla reciprocità e sulle clausole di salvaguardia. È un approccio che unisce tutela, sviluppo e difesa del reddito, e che colloca le IG al centro della strategia nazionale per la sovranità alimentare.
D.M. 264637 del 03/06/2026 – Disposizioni generali in materia di costituzione e riconoscimento dei Consorzi di tutela per le DOP e IGP dei prodotti agricoli e alimentari
Si pubblica, di seguito, il decreto del Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste prot. n. 264637 del 3 giugno 2026, recante “Disposizioni generali in materia di costituzione e riconoscimento dei Consorzi di tutela per le denominazioni di origine protette e le indicazioni geografiche protette dei prodotti agricoli e alimentari ai sensi del regolamento (UE) n. 2024/1143 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’11 aprile 2024″.
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D.M. 264637 del 03/06/2026 consorzi tutela DOP-IGP prodotti agricoli (554.74 KB)