(AGENPARL) - Roma, 5 Giugno 2026 - Il mancato accesso della Germania al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) — un evento che interrompe decenni di presenza costante — sta sollevando un polverone diplomatico senza precedenti. A puntare il dito è Esmaeil Baghaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, che definisce l’esito del voto come un “duro rimprovero” della comunità internazionale nei confronti di Berlino.
Le accuse di Teheran Secondo Baghaei, il risultato elettorale è il riflesso di una crescente insofferenza globale verso la postura della Germania, accusata di aver adottato una linea definita “irresponsabile e complice” nel dossier palestinese e nelle tensioni regionali con l’Iran. Il punto critico, secondo Teheran, risiede nel sostegno militare e diplomatico fornito da Berlino al regime israeliano, interpretato dalla Repubblica Islamica come un sostegno al genocidio a Gaza.
Verso un cambio di paradigma diplomatico Il commento di Baghaei va oltre la semplice critica bilaterale: lancia un avvertimento su scala globale. “Le nazioni non giudicano più i governi dalla loro alta retorica sul diritto internazionale, ma dal loro comportamento effettivo”, sottolinea il portavoce iraniano, evidenziando come i paesi che ignorano le nuove dinamiche del potere globale rischino di pagare un “pesante prezzo diplomatico”.
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