(AGENPARL) - Roma, 4 Giugno 2026 - «Con l'approvazione alla Camera della legge delega sul nucleare compiamo un passo importante per il futuro energetico dell'Italia. Una scelta strategica che guarda ai prossimi decenni e che punta a garantire energia sicura, pulita, stabile e a costi sostenibili per famiglie e imprese.
Il nostro Paese paga da anni uno dei costi dell'energia più elevati d'Europa, con conseguenze pesanti sulla competitività delle imprese, sul potere d'acquisto delle famiglie e sulla capacità di attrarre investimenti. Continuare a ignorare il tema sarebbe stato irresponsabile.
Per questo il Governo Meloni ha scelto di affrontare la questione con pragmatismo e visione, senza pregiudizi ideologici e senza chiudere gli occhi di fronte a ciò che sta accadendo nel resto del mondo. Le principali economie avanzate stanno investendo nel nucleare di nuova generazione come parte integrante del proprio mix energetico. L'Italia non può permettersi di restare indietro.
Colpisce, ancora una volta, l'ipocrisia delle opposizioni. Gli stessi partiti che oggi votano contro o ostacolano il provvedimento sono spesso gli stessi che ogni giorno denunciano il costo troppo elevato delle bollette, chiedono più competitività per le imprese e maggiore indipendenza energetica. Ma quando arriva il momento di assumere decisioni concrete preferiscono rifugiarsi negli slogan e nei vecchi pregiudizi ideologici.
La verità è semplice: non esiste una transizione energetica credibile senza una produzione stabile e programmabile di energia. Le fonti rinnovabili sono fondamentali e il Governo Meloni lo ha dimostrato con un incremento delle installazioni senza precedenti, ma da sole non sono sufficienti a sostenere il fabbisogno energetico di una grande economia industriale come quella italiana.
Noi abbiamo scelto la strada della responsabilità. Le opposizioni hanno scelto quella della propaganda.
Con questo provvedimento non si costruisce una centrale domani mattina. Si costruiscono invece le condizioni perché l'Italia possa decidere il proprio futuro energetico senza dipendere da Paesi esteri, da crisi internazionali o da fornitori che spesso non condividono i nostri valori democratici.
È una scelta di sovranità energetica, di sviluppo industriale e di tutela delle future generazioni. Una scelta che guarda avanti e che l'Italia non poteva più rinviare.»
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