(AGENPARL) - Roma, 3 Giugno 2026 - "Trovo singolare che, nel giorno in cui si celebrano gli ottant'anni dal primo voto delle donne italiane, qualcuno preferisca polemizzare anziché riflettere sul valore straordinario di quella conquista democratica. Il diritto di voto delle donne non appartiene alla destra né alla sinistra: appartiene alla storia della Repubblica e a tutte le italiane che, con coraggio e determinazione, hanno contribuito alla crescita civile, sociale e istituzionale del nostro Paese. Proprio per questo ritengo che ogni iniziativa che richiami l'importanza della partecipazione femminile alla vita pubblica meriti rispetto e non pretestuose strumentalizzazioni politiche. Da componente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, considero fondamentale continuare a lavorare affinché le donne possano essere protagoniste in ogni ambito della società: nelle istituzioni, nel lavoro, nell'impresa, nella ricerca e nella vita pubblica. I risultati si misurano con i fatti. E tra questi fatti vi è anche un dato storico che nessuno può negare: l'Italia ha avuto il suo primo Presidente del Consiglio donna con Giorgia Meloni. Un traguardo che rappresenta un motivo di orgoglio per molte donne italiane, indipendentemente dall'appartenenza politica. A ottant'anni dal voto del 2 giugno 1946, il modo migliore per onorare quelle donne non è alimentare divisioni ideologiche, ma continuare a rimuovere gli ostacoli che ancora oggi limitano la piena partecipazione femminile alla vita del Paese. La Repubblica è nata anche grazie al voto delle donne. Ed è con la loro libertà, il loro merito e il loro impegno che continuerà a crescere."
Così il deputato di Fratelli d'Italia, Cristina Almici, componente Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere.
