(AGENPARL) - Roma, 31 Maggio 2026 - Medio Oriente, Pacifico: Libano, governo Meloni subalterno a USA e Israele. Militari italiani lasciati sotto il fuoco crociato e Pil nazionale ostaggio dell’escalation.
“I dati drammatici che giungono dal Libano fotografano una catastrofe umanitaria intollerabile di fronte alla quale il silenzio e le timidezze del Governo Meloni configurano una vera e propria complicità diplomatica. Secondo gli ultimi riscontri ufficiali del Ministero della Salute libanese e delle agenzie ONU, il bilancio dell’offensiva militare ha superato i 3.150 morti e oltre 9.500 feriti, a cui si aggiunge la cifra spaventosa di oltre 1,3 milioni di sfollati interni. Di fronte a questo massacro di civili, l’esecutivo italiano ha scelto la strada della subalternità politica, rinunciando a far sentire la propria voce.” Lo dichiara in una nota la Senatrice Marinella Pacifico, attaccando duramente la linea di politica estera adottata da Palazzo Chigi. “La comunità internazionale invoca il rispetto del Diritto Internazionale Umanitario e la piena attuazione della Risoluzione 1701 dell’ONU, ma l’Italia ha abdicato al proprio ruolo storicamente super partes. È del tutto evidente come il Governo Meloni stia deliberatamente sacrificando le tutele umanitarie e la legalità internazionale sull’altare della convenienza politica. Si preferisce non irritare gli alleati più influenti, a partire dagli Stati Uniti e dal governo di Israele, pur di mantenere posizioni di facciata nei circoli di potere occidentali. Questo strabismo etico svilisce la nostra tradizione diplomatica.” La Senatrice Pacifico esprime poi un durissimo atto d’accusa sulla gestione dei militari italiani all’estero e sull’impatto economico interno: “Mentre Palazzo Chigi rincorre la linea bellicista di Washington e Tel Aviv, i nostri ragazzi della Brigata Sassari impiegati nella missione UNIFIL vengono lasciati in una condizione di totale vulnerabilità, esposti al fuoco incrociato lungo la Linea Blu. I recenti episodi che hanno visto razzi e colpi d’avvertimento colpire le installazioni e i mezzi del nostro contingente a Shama e Tiro sono il simbolo di una missione di pace paralizzata, che rischia di essere svuotata di significato politico mentre l’esecutivo non ha il coraggio di pretendere garanzie reali di sicurezza e un cessate il fuoco immediato. A questa irresponsabilità si aggiunge un prezzo economico insostenibile che il governo sta scaricando sulle imprese e sulle famiglie italiane. L’allargamento del conflitto all’Iran rischia di provocare una fiammata devastante sui costi dei beni energetici e di compromettere un intero interscambio commerciale. Stiamo parlando di una minaccia diretta al Made in Italy in un’area che vale quasi 28 miliardi di euro. Secondo i dati di Confartigianato e i bollettini dei principali istituti economici, l’estensione di questa instabilità geopolitica mette a serio rischio fino a 0,5 punti di PIL per il 2026. È tempo che Giorgia Meloni ritrovi il coraggio dell’autonomia strategica. Non si può finanziare la spesa militare tagliando il welfare interno per poi rimanere silenti quando le nostre rotte marittime vengono bloccate e i nostri soldati rischiano la vita per via dell’inerzia politica. L’Italia deve smetterla di fare da eco a scelte geopolitiche altrui e riprendersi il ruolo di mediatore nel Mediterraneo. Dichiarazione della Senatrice Pacifico.
