
(AGENPARL) - Roma, 30 Maggio 2026 - Base cartografica Afghanistan (U.S. Government / Public Domain)
Il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, ha portato al centro del dibattito diplomatico di Washington le crescenti preoccupazioni di Islamabad riguardo alla sicurezza transfrontaliera. Durante i colloqui con gli alti funzionari statunitensi, Dar ha sollevato la questione dell’uso del territorio afghano da parte di organizzazioni militanti per lanciare attacchi contro obiettivi all’interno del Pakistan.
Il cuore della disputa Al centro delle recriminazioni di Islamabad vi è l’amministrazione talebana a Kabul, accusata ripetutamente di non adottare misure efficaci per impedire che gruppi come il Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) utilizzino il suolo afghano come base operativa. Da parte sua, Kabul ha costantemente respinto tali accuse, dichiarando che il territorio nazionale non viene impiegato contro alcun Paese vicino e definendo le sfide alla sicurezza del Pakistan come questioni interne di Islamabad.
Diplomazia sotto pressione L’incontro di Washington avviene in un clima di intensa attività diplomatica che coinvolge l’intero quadrante tra Asia meridionale e Medio Oriente. Oltre alla stabilità afghana, le discussioni hanno toccato la cooperazione antiterrorismo, il commercio e gli investimenti, con l’obiettivo comune di promuovere la sicurezza regionale. Tuttavia, il divario tra le parti resta ampio: le relazioni tra Pakistan e governo talebano si sono deteriorate significativamente negli ultimi due anni, segnate da scaramucce di confine e operazioni militari pakistane mirate a posizioni militanti.
Il ruolo dei partner regionali Mentre Washington continua a gestire parallelamente i delicati negoziati con l’Iran — tra minacce di ripresa delle operazioni militari e tentativi di estensione del cessate il fuoco — le potenze regionali, in primis la Cina, osservano con crescente preoccupazione. Pechino, in particolare, sta incoraggiando un dialogo diretto tra Kabul e Islamabad, temendo che l’escalation possa minare in modo permanente i progetti di connettività economica nell’Asia centrale e meridionale. (Fonte: Khaama Press, 30 maggio 2026).