(AGENPARL) - Roma, 29 Maggio 2026 - Questo mese abbiamo parlato con la Dott.ssa Maria Panayiotou, Ministra dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e dell’Ambiente, della visione della Presidenza cipriota per rafforzare la resilienza idrica europea e gli sforzi di adattamento ai cambiamenti climatici. In questa intervista esclusiva, la Dott.ssa Panayiotou illustra le priorità della Presidenza per promuovere la Strategia dell’UE per la resilienza idrica, colmare il divario tra strumenti finanziari e realtà di attuazione e promuovere soluzioni sostenibili per le regioni con scarsità d’acqua. La Dott.ssa Panayiotou condivide anche il suo punto di vista sulla prossima revisione della Direttiva quadro sulle acque e sulle azioni chiave necessarie per costruire una società veramente attenta alla gestione delle risorse idriche in tutta Europa. L’intervista è disponibile qui sotto.
In che modo la Presidenza cipriota si sta adoperando per garantire che la resilienza climatica e idrica si traduca in risultati legislativi e finanziari concreti prima della fine del suo mandato?
La Presidenza cipriota ha posto una forte enfasi sulla trasformazione della resilienza climatica e idrica da ambizione strategica a obiettivi concreti. Abbiamo promosso l’attuazione della Strategia dell’UE per la resilienza idrica, garantendone al contempo la coerenza con il futuro quadro integrato per la resilienza climatica e la gestione del rischio in Europa. Attraverso un dibattito politico in seno al Consiglio informale per l’ambiente nel febbraio 2026, abbiamo adottato un approccio integrato che collega i progressi legislativi a un finanziamento efficace e a un migliore coordinamento tra gli strumenti dell’UE e le esigenze degli Stati membri. La Presidenza cipriota promuove inoltre l’integrazione delle priorità ambientali nelle politiche dell’UE e si batte per un maggiore allineamento del bilancio dell’UE con gli obiettivi climatici e idrici. Grazie alla stretta collaborazione con la Commissione europea e al coinvolgimento delle parti interessate, stiamo lavorando per trasformare gli impegni politici in azioni e investimenti concreti e scalabili.
Dove individuate le maggiori opportunità e le principali sfide nel colmare il divario tra gli strumenti finanziari dell’UE e la realtà dell’attuazione negli Stati membri?
La maggiore opportunità risiede nel rendere gli strumenti finanziari dell’UE più accessibili, coerenti ed efficaci, in particolare semplificando le procedure di accesso e rafforzando il collegamento tra le priorità strategiche e le iniziative progettuali. Una migliore integrazione delle sovvenzioni con i finanziamenti catalitici di istituzioni private come la Banca europea per gli investimenti può contribuire a mobilitare investimenti su larga scala nella resilienza idrica. Tuttavia, permangono sfide significative, tra cui la complessità amministrativa, la disomogeneità delle capacità tecniche tra gli Stati membri e la frammentazione delle strutture di finanziamento. Colmare questo divario richiede un maggiore sostegno alla preparazione dei progetti, quadri di governance semplificati e un rafforzamento mirato delle capacità per garantire che gli strumenti finanziari si traducano in un’attuazione efficiente, tempestiva e pertinente a livello locale.
In termini pratici, cosa significherebbe il successo per la strategia dell’UE in materia di resilienza idrica, in particolare per le regioni vulnerabili che affrontano una grave scarsità d’acqua, come Cipro e il Mediterraneo meridionale?
Il successo significherebbe un cambiamento tangibile verso un’Europa realmente sicura dal punto di vista idrico e resiliente ai cambiamenti climatici. Per le regioni vulnerabili come Cipro e il Mediterraneo meridionale, ciò si traduce in sistemi di approvvigionamento idrico diversificati e affidabili, che includano il riutilizzo su larga scala, la desalinizzazione sostenibile e la riduzione delle perdite idriche. Significa anche una solida preparazione alla siccità, sistemi di monitoraggio avanzati e una gestione integrata del bacino. Dal punto di vista finanziario, il successo richiede flussi di investimento sostenuti e prevedibili. Dal punto di vista istituzionale, significa una maggiore cooperazione transfrontaliera e coerenza delle politiche. In definitiva, il successo si raggiunge quando la scarsità d’acqua non rappresenta più un vincolo strutturale allo sviluppo e la resilienza è integrata in tutti i sistemi di pianificazione, infrastruttura e governance.
Ritenete che la prossima revisione della Direttiva quadro sulle acque rappresenti un’opportunità per allinearla meglio agli obiettivi della Strategia di resilienza idrica, soprattutto in ambiti quali il riutilizzo dell’acqua e la digitalizzazione?
La prossima revisione della Direttiva quadro sulle acque rappresenta un’opportunità tempestiva per rafforzarne l’allineamento con la Strategia per la resilienza idrica. Sebbene l’attuale Direttiva abbia avuto un grande successo nello stabilire una solida base ambientale, le sfide idriche odierne richiedono una maggiore attenzione alla resilienza, alla circolarità e all’innovazione. Il potenziamento delle disposizioni per il riutilizzo sicuro e scalabile dell’acqua, unitamente alla promozione del monitoraggio digitale, dei contatori intelligenti e del processo decisionale basato sui dati, migliorerebbe significativamente l’efficienza e la capacità di risposta. La revisione dovrebbe mantenere le sue ambizioni ambientali, introducendo al contempo una maggiore flessibilità per le regioni soggette a stress idrico, garantendo che il quadro normativo sia a prova di futuro e in grado di affrontare le crescenti pressioni climatiche in tutta Europa.
Una società attenta all’uso consapevole dell’acqua è una società in cui il vero valore dell’acqua viene riconosciuto e realizzato. Se doveste stabilire le priorità e le azioni chiave per trasformare questa visione in realtà in tutta Europa, quali sarebbero?
La costruzione di una società attenta alla gestione idrica richiede azioni decisive su più fronti. In primo luogo, integrare l’efficienza e la conservazione dell’acqua come principi in tutti i settori, supportati da meccanismi tariffari che riflettano il valore reale e tutelino gli utenti vulnerabili. In secondo luogo, accelerare gli investimenti in infrastrutture resilienti, tra cui la riduzione delle perdite, i sistemi di riutilizzo e il monitoraggio digitale. In terzo luogo, rafforzare l’istruzione e la sensibilizzazione del pubblico per promuovere un cambiamento comportamentale. In quarto luogo, ampliare l’innovazione attraverso la ricerca e l’implementazione di nuove tecnologie. In quinto luogo, garantire una governance coerente integrando la considerazione dell’acqua in tutti gli ambiti politici dell’UE. Infine, mobilitare meccanismi di finanziamento inclusivi affinché tutte le regioni possano passare a sistemi di gestione idrica sostenibili, resilienti ed efficienti.
