
(AGENPARL) - Roma, 28 Maggio 2026 - Kaja Kallas (Crediti: Aurore Martignoni / European Union, CC BY 4.0)
La missione diplomatica statunitense a Kiev rompe il silenzio e smentisce categoricamente le voci di un ritiro del personale. Nonostante le minacce del Cremlino, la bandiera americana resta al suo posto.
Il chiarimento ufficiale Attraverso un post ufficiale sulla piattaforma X, l’Ambasciata degli Stati Uniti ha stroncato le indiscrezioni circolate nelle ultime ore: “L’ambasciata è aperta. Non ci sono cambiamenti alle nostre operazioni e le segnalazioni che affermano il contrario sono false”.
Il nodo diplomatico A innescare la confusione sono state le dichiarazioni di Kaja Kallas, Alto Rappresentante UE, che aveva suggerito un abbandono della capitale ucraina da parte dei diplomatici a stelle e strisce. Una ricostruzione prontamente respinta anche dal Ministero degli Esteri ucraino, che ha definito infondate tali affermazioni.
Sicurezza e avvertimenti Pur confermando la piena operatività, il Dipartimento di Stato non abbassa la guardia. La sicurezza resta la priorità assoluta e le valutazioni sugli scenari di rischio sono costanti. Allo stesso tempo, Washington ha ribadito con forza l’avvertimento ai propri cittadini: “Non recatevi in Ucraina per nessun motivo a causa del conflitto armato”.
Verso una risposta comune? La tensione resta alta. Nelle ultime ore, diversi paesi europei hanno convocato ufficialmente i rappresentanti russi a seguito delle ripetute minacce di Mosca rivolte al personale diplomatico accreditato a Kiev. L’incaricato russo è stato convocato anche dal Servizio europeo per l’azione esterna, in un segnale di unità diplomatica volto a condannare i tentativi di intimidazione del Cremlino.
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