
(AGENPARL) - Roma, 27 Maggio 2026 - Foto: André Koehne / Wikimedia Commons (Licenza: CC BY-SA 4.0)
La Russia conferma la propria disponibilità a mediare sul dossier nucleare iraniano. Il viceministro degli Esteri, Sergey Ryabkov, ha ribadito oggi che la proposta di Mosca di trasferire l’uranio altamente arricchito dell’Iran sul territorio russo rimane “sul tavolo”.
Il piano russo: dal materiale grezzo al carburante civile
L’iniziativa, menzionata più volte dal Presidente russo Vladimir Putin, prevede il trasporto del materiale in Russia attraverso una sequenza di passaggi condivisa. Lo scopo ultimo è la conversione di tale uranio in combustibile destinato ai reattori iraniani, garantendo così un utilizzo esclusivamente civile.
Ryabkov ha precisato la posizione del Cremlino:
- Nessuna forzatura: Mosca non intende imporre nulla a Teheran, definendo la propria idea come un contributo “ragionevole” basato sull’esperienza maturata durante il periodo di vigenza del Piano d’azione congiunto globale (JCPOA).
- Approccio costruttivo: Il diplomatico ha sottolineato che la proposta è nata per rispondere concretamente alle necessità tecniche, senza voler forzare le dinamiche politiche interne di Teheran.
Verso nuovi sviluppi diplomatici
In merito alle numerose speculazioni internazionali sul destino dell’uranio iraniano, Ryabkov ha mantenuto un profilo cauto, confermando che la Russia segue con estrema attenzione le discussioni in corso tra le parti.
“Procediamo dal presupposto che, se l’accordo attualmente in discussione verrà raggiunto, il piano d’azione sull’uranio altamente arricchito sarà ulteriormente elaborato in futuro”, ha aggiunto il viceministro.
Questa dichiarazione riafferma il ruolo centrale di Mosca come interlocutore chiave nelle dinamiche del nucleare iraniano, in un momento in cui gli equilibri diplomatici regionali sono oggetto di intenso dibattito.
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