(AGENPARL) - Roma, 27 Maggio 2026 - Dopo il fallimento del confronto militare diretto, il nemico punta alla guerra cognitiva e al sabotaggio interno. Teheran avverte: ogni tentativo di destabilizzazione sarà perseguitato con la massima severità

Il Ministero ha identificato diversi assi di attività prioritari attraverso i quali i nemici tentano di minare la sicurezza nazionale:
- Pressione economica e disordini sociali: sfruttamento delle carenze e degli aumenti dei prezzi, amplificati da campagne mediatiche straniere per incitare l’insoddisfazione pubblica.
- Tensioni etniche e settarie: tentativi orchestrati di alimentare divisioni all’interno delle comunità religiose ed etniche per spezzare l’unità nazionale.
- Sabotaggio e terrorismo: operazioni transfrontaliere condotte da gruppi militanti affiliati, in particolare nelle regioni nord-occidentali e sud-orientali del Paese.
- Guerra informatica: il Ministero ha confermato di aver rilevato un aumento degli attacchi cyber, oltre al contrabbando di armi e strumenti di comunicazione illegali.
La risposta delle autorità
Nella dichiarazione, le autorità iraniane hanno puntato il dito anche contro i media stranieri in lingua persiana, accusandoli di essere parte integrante della “guerra psicologica” nemica, mirata a manipolare la percezione pubblica.
L’Intelligence iraniana ha concluso con un messaggio chiaro: qualsiasi tentativo di minare la sicurezza nazionale – che si tratti di spionaggio, terrorismo, incitamento all’odio o attività di sabotaggio informatico – verrà perseguito con fermezza. Il Ministero ha sottolineato che, nonostante le continue pressioni, il Paese resta vigile e pronto a rispondere a ogni nuova forma di aggressione, riferendo i responsabili alle autorità giudiziarie competenti