
(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2026 - Alta tensione nello Stretto di Hormuz, dove le forze armate degli Stati Uniti hanno condotto una serie di attacchi nel sud dell’Iran, prendendo di mira aree strategiche nei pressi della città portuale di Bandar Abbas. L’operazione ha acceso un duro scontro diplomatico e mediatico tra Washington e Teheran in merito al rispetto del fragile cessate il fuoco in corso nella regione.
Il portavoce del CENTCOM statunitense, Timothy Hawkins, ha dichiarato alla CNN che le forze USA hanno condotto “attacchi di autodifesa” per proteggere le proprie truppe da minacce imminenti. Secondo la versione del Pentagono, i bersagli includevano siti di lancio di missili e imbarcazioni iraniane che tentavano di posizionare mine navali. Hawkins ha comunque precisato che le forze statunitensi stanno continuando a esercitare il massimo “autocontrollo” nel quadro della tregua.
Di contro, i media ufficiali e le autorità di Teheran rigettano fermamente la ricostruzione americana, qualificando l’azione come un “atto di avventurismo e di aggressione non provocata” che viola apertamente gli accordi di de-escalation nel Golfo.
Le agenzie di stampa iraniane IRNA, Mehr, Tasnim e Fars hanno confermato che diverse esplosioni sono state avvertite a est di Bandar Abbas e nelle zone costiere vicine a Sirik e Jask. Tuttavia, i media locali sottolineano che i sistemi di difesa aerea iraniani hanno risposto in modo rapido ed efficace. Le autorità di Teheran hanno rassicurato che la situazione nella città portuale e nelle infrastrutture strategiche rimane completamente sotto controllo e che le normali attività civili e commerciali procedono senza interruzioni.
L’Iran ha nuovamente avvertito che qualsiasi aggressione straniera nel vitale Stretto di Hormuz mette a rischio la navigazione internazionale e la sicurezza energetica globale, e che riceverà una risposta ferma e proporzionata da parte delle forze armate della Repubblica Islamica.