(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2026 - L'impianto metodologico dell'iniziativa fa capo alla Direzione "Ambiente" dell'Ente, guidata dal dirigente Giovanni Lentini, all'interno della quale opera l'Ufficio Nodo IN.F.E.A. Il progetto, nato da un avviso pubblico volto a selezionare le realtà più qualificate del territorio, è stato coordinato da Grazia La Fauci (responsabile del Nodo IN.F.E.A.) e da Cosimo Cammaroto in qualità di referenti. L'esperienza sviluppata mette a sistema un modello innovativo di educazione ambientale fondato sulla cooperazione aperta tra istituzioni, associazioni, scuole, università e comunità territoriali, capaci di strutturare una rete formativa stabile e integrata.
I pilastri del progetto e le attività sul campo
L'iniziativa ha risposto a obiettivi strategici precisi: accrescere la consapevolezza ecologica di studenti e famiglie, promuovere stili di vita sostenibili, favorire la fruizione destagionalizzata delle aree protette e integrare il rigore scientifico con percorsi didattici accessibili.
Le azioni principali si sono articolate attraverso quattro macro-indirizzi:
Ecosistema lagunare di Capo Peloro: percorsi di conoscenza scientifica in collaborazione con l'Università degli Studi di Messina;
Biodiversità del territorio: attività incentrate sulla tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico del Parco dei Nebrodi;
Educazione alimentare: laboratori sul consumo consapevole promossi insieme a Slow Food Peloritani Tirrenici;
Alfabetizzazione botanica: programmi didattici integrati nella rete nazionale con O2Italia.
L'impatto sul territorio: oltre 9.000 partecipanti
Il progetto è riuscito ad azzerare le barriere d'accesso alla formazione, garantendo la totale gratuità delle attività a oltre 9.000 destinatari, trasformando la popolazione scolastica e la cittadinanza in protagonisti attivi nella tutela del patrimonio naturale. Nel dettaglio, la dimensione multilivello dell'iniziativa ha coinvolto:
Oltre 6.000 studenti di 140 istituti della rete nazionale coordinata da O2Italia;
2.000 studenti tramite le azioni didattiche di AssoCEA Messina APS;
600 partecipanti con Slow Food Peloritani Tirrenici;
300 utenti attraverso l'Associazione Foto Natura;
120 utenti presso il Museo della Fauna della Riserva Naturale Orientata Capo Peloro;
60 iscritti dell'Istituto Comprensivo Santa Teresa di Riva.
La metodologia ha alternato con successo lezioni in aula, percorsi pluriennali, uscite didattiche sul campo, formazione mirata per i docenti e attività digitali.
Sostenibilità e risultati duraturi
Un elemento chiave valutato positivamente riguarda l'efficienza gestionale: il contenimento dei costi e la replicabilità del modello sono stati garantiti da pratiche di co-progettazione, uso di spazi pubblici e volontariato qualificato.
L'efficacia degli interventi è stata misurata in itinere attraverso un sistema di monitoraggio condiviso tra l'Ente e i partner, basato su verifiche qualitative e riscontri diretti sul campo. L'impatto a lungo termine trova conferma sia nell'adozione di buone pratiche quotidiane – come la nascita di orti scolastici e la cura delle aree verdi – sia nell'inserimento stabile di queste attività nella programmazione didattica ufficiale delle scuole coinvolte.
Il premio ricevuto a Udine certifica la qualità del percorso intrapreso, posizionando questa esperienza come punto di riferimento nazionale nelle strategie di educazione ambientale e partecipazione civica.
"Il riconoscimento nazionale – ha dichiarato il vice sindaco metropolitano Flavio Santoro – conferma la validità di una visione precisa: trasformare la tutela dell'ambiente in un modello formativo permanente, capace di unire concretamente istituzioni, scuola e cittadinanza. Ancora una volta il Premio Basile attesta che la Città Metropolitana di Messina è un punto di riferimento nella sensibilizzazione delle giovani generazioni alla difesa della nostra biodiversità, un percorso formativo che punta a generare un cambiamento reale sul territorio".
Dott. Giuseppe Spanò
Ing. G. Maggioloti


