(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2026 - Ecco in sintesi i tre disegni di legge AS 385, 1267 e 1751, tutti dedicati al riconoscimento della qualifica di pizzaiolo professionista e all’istituzione del Registro nazionale dei pizzaioli professionisti. Le informazioni sono tratte da fonti ufficiali del Senato e da articoli di stampa specializzata. Cito le fonti in modo puntuale.
Ddl 385, 1267, 1751 – Registro nazionale dei pizzaioli professionisti
(Esame congiunto presso la 9ª Commissione del Senato – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare)
1. Contesto generale
I tre disegni di legge nascono dall’esigenza – più volte evidenziata in sede parlamentare – di riconoscere formalmente la professione del pizzaiolo, una figura che, pur essendo centrale nella cultura gastronomica italiana, non dispone di un inquadramento professionale unitario. La pizza è un settore economico enorme: oltre 50.000 pizzerie, 300.000 addetti, 8 milioni di pizze al giorno e un giro d’affari superiore a 15 miliardi di euro .
Nonostante ciò, i pizzaioli sono spesso definiti “lavoratori fantasma”, privi di un riconoscimento formale e di standard professionali condivisi, come sottolineato dalla relatrice Sen. Fallucchi .
2. AS 385 – Disciplina dell’attività e istituzione del registro nazionale
Iniziativa: Sen. Bartolomeo Amidei (FdI) Presentato: 1 dicembre 2022 Assegnazione: 9ª Commissione, sede redigente (dal 5 luglio 2023)
Contenuto tecnico
- Introduzione di una disciplina organica dell’attività di pizzaiolo.
- Istituzione del Registro nazionale dei pizzaioli professionisti presso il MIMIT.
- Previsione di requisiti minimi di formazione e di esperienza.
- Possibilità di riconoscimento delle competenze acquisite sul campo.
- Pareri richiesti alle Commissioni: Affari costituzionali, Giustizia, Bilancio, Cultura, Sanità e Lavoro.
Obiettivo
Creare un quadro normativo stabile che definisca la professione, tuteli i lavoratori e garantisca standard minimi di qualità.
3. AS 1267 – Riconoscimento della qualifica professionale e Albo nazionale
Iniziativa: Sen. Gianluca Cantalamessa, Sen. Bergesio, Sen. Bizzotto Presentato: 16 ottobre 2024 Assegnazione: 9ª Commissione
Contenuto tecnico
Secondo la ricostruzione giornalistica basata sul testo:
- Introduzione di una qualifica professionale di pizzaiolo, ottenibile tramite:
- percorso formativo teorico-pratico;
- periodo minimo di pratica continuativa;
- esame finale per verificare competenze tecniche e igienico-sanitarie.
- Rilascio della qualifica da parte di associazioni nazionali riconosciute dal MIMIT.
- Istituzione dell’Albo nazionale dei pizzaioli professionisti.
- Norme transitorie:
- iscrizione automatica per pizzaioli con almeno 10 anni di esperienza documentata;
- riconoscimento di attestati equivalenti.
Obiettivo
Colmare il vuoto normativo e valorizzare una professione riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale (arte del pizzaiuolo napoletano).
4. AS 1751 – Riconoscimento della qualifica e istituzione del registro
Iniziativa: Sen. Gisella Naturale (M5S) Presentato: 22 dicembre 2025 Assegnazione: 9ª Commissione, sede redigente (dal 14 gennaio 2026)
Contenuto tecnico
- Testo composto da 11 articoli.
- Introduzione di un registro nazionale dei pizzaioli professionisti.
- Previsione di una prova teorico-pratica per la validazione delle competenze.
- Introduzione di un codice ATECO specifico per la professione.
- Regolamentazione degli aspetti fiscali e di sicurezza sul lavoro.
- Forte coinvolgimento delle associazioni di categoria (es. Ambasciatori del Gusto).
Obiettivo
Valorizzare la professione, garantire standard formativi uniformi e rafforzare la tutela dei consumatori.
5. Stato dell’iter (al 26 maggio 2026)
- Tutti e tre i ddl sono in esame presso la 9ª Commissione in sede redigente.
- Relatrice comune: Sen. Anna Maria Fallucchi (FdI) per AS 385 e AS 1751 .
- È in corso la valutazione di un testo unificato, come anticipato in audizioni e convegni.
- Le Commissioni consultive coinvolte:
- 1ª Affari costituzionali
- 5ª Bilancio
- 7ª Cultura
- 10ª Sanità e Lavoro
- Commissione per le questioni regionali
6. Linee comuni dei tre ddl
Dall’analisi congiunta emerge una convergenza su alcuni punti chiave:
a) Riconoscimento formale della professione
Tutti i ddl prevedono:
- una qualifica professionale;
- un registro/albo nazionale;
- requisiti minimi di formazione e competenze.
b) Validazione delle competenze
- Esami teorico-pratici.
- Riconoscimento dell’esperienza pregressa (10 anni nel ddl 1267).
c) Standard professionali uniformi
- Formazione omogenea su tutto il territorio.
- Rilascio della qualifica da enti riconosciuti.
d) Tutela del consumatore
- Garanzia di competenze certificate.
- Miglioramento della qualità del prodotto e della sicurezza alimentare.
e) Valorizzazione economica e culturale
- Riconoscimento dell’importanza economica del settore.
- Raccordo con il patrimonio UNESCO dell’arte del pizzaiuolo.
7. In sintesi
I tre disegni di legge – AS 385, 1267 e 1751 – rappresentano un tentativo organico di dare finalmente riconoscimento giuridico a una delle professioni più identitarie della cultura italiana. La figura del pizzaiolo, pur essendo centrale nell’immaginario collettivo e nell’economia agroalimentare, non ha mai avuto un inquadramento normativo unitario.
Le proposte oggi all’esame della 9ª Commissione puntano a colmare questo vuoto attraverso:
- un registro nazionale;
- una qualifica professionale certificata;
- percorsi formativi standardizzati;
- norme transitorie per chi già esercita;
- un sistema di tutela per lavoratori e consumatori.
Il settore – che vale miliardi e rappresenta un simbolo del Made in Italy – chiede da anni una regolamentazione che ne riconosca dignità, competenze e responsabilità. Il Parlamento sembra ora orientato a rispondere con un testo unificato, capace di valorizzare una professione che è insieme tradizione, tecnica e identità culturale.