(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2026 - "Carlo Petrini è stato un ragazzo di provincia che aveva capito una cosa
semplice ma rivoluzionaria: il cibo non è mai soltanto cibo. Nelle Langhe
nasce una sua visione: osservando che dietro ogni sapore c'è una storia,
dietro ogni prodotto c'è una persona e dietro ogni ricetta un'identità
collettiva. E negli anni Settanta, quando l'Italia correva con velocità,
lui rivalutò la lentezza come atto culturale e persino politico.
Aveva una caratteristica rara, sapeva parlare al contadino e
all'intellettuale, non costruiva élite ma comunità. Non aveva il tono del
moralista, parlava di gusto e invitava a fermarsi a tavola senza separare
la cultura dalla vita concreta. È stato un intellettuale popolare più alto
nel senso del termine, capace di cambiare il modo con cui guardiamo le cose
quotidiane. Le istituzioni hanno ascoltato e collaborato con Petrini
sostenendo i suoi progetti.
Il modo migliore per salutare Carlo Petrini è continuare a considerare il
cibo non un consumo ma un legame, con la terra, con le persone, con la
nostra identità nella semplicità. Il gruppo di Azione è vicino a chiunque
abbia avuto l'onore di incontrarlo e di lavorare con lui".
in occasione della commemorazione di Carlo Petrini.
