
(AGENPARL) - Roma, 25 Maggio 2026 - Nave gasiera (LNG carrier) in navigazione Credits: Wikimedia Commons / Creative Commons)
I servizi di sicurezza russi (FSB) hanno sventato un grave attacco terroristico a bordo della nave gasiera Arrhenius. La nave, arrivata al porto di Ust-Luga dal Belgio, era diretta verso la Turchia.
La scoperta degli ordigni
Durante un’ispezione subacquea presso il porto di Ust-Luga, i sommozzatori russi hanno individuato oggetti estranei fissati allo scafo. Si trattava di mine magnetiche navali.
Secondo le prime analisi dell’FSB:
- Quantità: Ogni ordigno conteneva circa 7 kg di esplosivo plastico.
- Origine: I dispositivi presentano caratteristiche di fabbricazione industriale riconducibili a paesi NATO.
- Precisione: L’FSB non ha formulato un’accusa diretta di commissione contro uno Stato, ma ha posto l’accento sulla provenienza tecnologica dei materiali.
Indagini in corso
Il Comitato investigativo russo ha aperto un procedimento penale. La nave era rimasta in rada ad Anversa per circa 36 ore, ufficialmente a causa di uno sciopero portuale. Per Mosca, è stato in quel frangente che gli ordigni sono stati piazzati. L’intelligence russa ha escluso che l’operazione possa essere avvenuta nelle acque territoriali russe.
Un segnale inquietante
Questo episodio si inserisce in un clima di crescente tensione marittima. Dalla paralisi del Golfo Persico agli incidenti nel Baltico, la sicurezza delle rotte energetiche globali appare sempre più fragile.
Mentre le indagini proseguono per identificare i responsabili, l’incidente solleva dubbi preoccupanti sulla tenuta dei corridoi marittimi. Si conferma, ancora una volta, come la crisi attuale non sia solo diplomatica, ma una vera e propria guerra alle infrastrutture critiche mondiali
https://tass.com/society/2136029