(AGENPARL) - Roma, 23 Maggio 2026 - "Le associazioni dello Zen hanno chiarito con grande senso di
responsabilità che non esistono elementi per parlare di un'intimidazione
nei loro confronti. Ed è giusto ascoltare chi quel territorio lo vive ogni
giorno.
Ma questo non rende quanto accaduto meno grave. Semmai il contrario.
Perché se non siamo davanti a un atto mirato contro specifiche realtà
sociali, allora resta un dato ancora più inquietante: nella nostra città si
continua a sparare con una preoccupante normalità, anche vicino a luoghi
frequentati quotidianamente da bambini, famiglie, operatori sociali.
Ed è questo il punto che dovrebbe interrogare profondamente e seriamente le
istituzioni, ad ogni livello.
Non ci si può limitare a rincorrere l'emergenza o affidarsi a dichiarazioni
di circostanza dopo ogni episodio. Serve un lavoro serio e continuo sulle
periferie, sulla prevenzione sociale, sulla dispersione scolastica, sul
disagio minorile, sulla povertà educativa e sulla presenza dello Stato nei
territori.
Lo Zen non è soltanto il luogo in cui avvengono episodi di violenza. È
anche il luogo in cui, ogni giorno, associazioni, educatori ed educatrici e
cittadini e cittadine costruiscono relazioni, opportunità e comunità. Ed è
da lì che bisogna partire.
Per questo il compito delle istituzioni tutte, a partire dal Consiglio
comunale e dall'amministrazione, non può fermarsi alla solidarietà formale
dopo i fatti di cronaca.
Bisogna sostenere in maniera concreta, continuativa e strutturale le realtà
che ogni giorno tengono aperti spazi educativi, sociali e di comunità nei
quartieri più difficili della città".
Gangi.
![[Comune Palermo] Intimidazioni Zen – Di Gangi: “Gli spari in città devono interrogare tutte le istituzioni](https://agenparl.eu/wp-content/uploads/2026/04/Comune-di-Palermo-@ComunePalermo-.png)