(AGENPARL) - Roma, 20 Maggio 2026 - RESTANO DEBOLI*
Roma, 20 mag. – "La sicurezza degli operatori del trasporto pubblico locale
non può essere trattata come un tema da decreto e conferenza stampa.
Salvini parla tanto di sicurezza di qua e di là, ma i primi a non essere
sicuri sono i lavoratori del settore di cui ha la responsabilità. Nelle
audizioni in Commissione Trasporti emerge un dato politico chiaro: il
lavoro dell'autista è sempre meno attrattivo anche perché chi guida autobus
e mezzi pubblici è troppo spesso esposto ad aggressioni, minacce e tensioni
quotidiane. Se il settore denuncia una carenza nell'ordine di 12 mila
autisti rispetto al fabbisogno, il problema salariale e organizzativo si
intreccia anche con quello della sicurezza". Così i deputati M5s in comm.
Trasporti alla Camera Antonino Iaria e Valentina Barzotti, dopo le
audizioni dei sindacati sulla sicurezza degli operatori del TPL.
"Il Governo continua ad annunciare norme, ma lascia scoperto il nodo
principale: senza investimenti veri su videosorveglianza, paratie,
manutenzione dei sistemi di bordo e raccolta dati, molte tutele restano
sulla carta. La flagranza differita può essere uno strumento utile.
Permette di intervenire anche dopo l'aggressione, entro un termine
definito, quando l'autore della violenza viene identificato attraverso
immagini o altra documentazione legittimamente raccolta. In concreto
significa che, se su un autobus ci fossero telecamere funzionanti e
immagini utilizzabili, anche il giorno dopo si potrebbe risalire a chi ha
aggredito un autista o un operatore e procedere con strumenti molto più
efficaci. Il problema è che su troppi mezzi del trasporto pubblico locale
su gomma le telecamere non ci sono, non funzionano, non sono a norma o non
producono immagini utili. Così la norma esiste, ma la sua applicazione
concreta diventa diseguale. Sul ferro il sistema di videosorveglianza è più
strutturato. Sugli autobus, soprattutto quelli più vecchi, il personale
resta spesso solo. Se la telecamera non c'è, non funziona o non consente
l'identificazione, la flagranza differita perde gran parte della sua
efficacia. Qui sta il punto politico. La maggioranza fa decreti sulla
sicurezza, si racconta come dura e poi si autoassolve. Ma se non finanzia
gli strumenti materiali per far funzionare quelle norme, scarica il
problema sugli operatori e sulle aziende del TPL. Non basta scrivere una
norma. Bisogna mettere i mezzi pubblici nelle condizioni di applicarla".