(AGENPARL) - Roma, 20 Maggio 2026 - *ELECTROLUX, CIRIANI (FDI-ECR): "DIFENDERE PORCIA E IL NORD EST. SUL CBAM
UE NON PENALIZZI CHI PRODUCE IN EUROPA"*
"Il caso Electrolux è un campanello d'allarme che nessuno può permettersi
di sottovalutare. Parliamo di lavoratori, famiglie, stabilimenti strategici
e di un intero indotto produttivo che rappresenta una parte fondamentale
dell'economia del Friuli Venezia Giulia e del Nord Est. Il piano annunciato
dall'azienda, con 1.700 esuberi in Italia, è inaccettabile. Bene la linea
assunta dal Governo Meloni che ha chiesto un nuovo piano industriale senza
licenziamenti collettivi e fondato su investimenti, innovazione e tutela
della capacità produttiva italiana". Lo dichiara *Alessandro Ciriani*,
eurodeputato di Fratelli d'Italia-ECR.
"Ma la crisi Electrolux – aggiunge Ciriani – ci dice anche qualcosa di più
ampio: l'industria europea non può essere lasciata sola di fronte a regole
che, nate formalmente per difendere ambiente e competitività, rischiano
invece di trasformarsi in un boomerang contro chi produce in Europa. È in
questo quadro che si inserisce il tema CBAM, che va affrontato urgentemente
e senza ipocrisie. Oggi si rischia un paradosso gravissimo: componenti,
parti e semilavorati importati e utilizzati nella produzione europea
possono subire un aggravio di costi legato al carbonio, mentre il prodotto
finito realizzato in Paesi extra-UE, come ad esempio in Cina, e importato
nell'Unione non è sottoposto allo stesso trattamento. È un controsenso
evidente, che penalizza il Made in Europe, premia chi delocalizza e
indebolisce proprio quelle filiere industriali che l'Europa dice di voler
proteggere".
"È proprio su questo – sottolinea Ciriani, che sta seguendo il dossier per
il gruppo ECR-Fratelli d'Italia – che stiamo lavorando al Parlamento
europeo, nel negoziato sulla revisione del CBAM. La proposta oggi sul
tavolo, che riguarda anche l'estensione del meccanismo ai prodotti a valle
e il rafforzamento delle misure anti-elusione, rappresenta una partita
decisiva per il futuro della manifattura europea. La revisione del CBAM
significa impedire che le nostre imprese paghino il prezzo della
transizione mentre prodotti finiti e componenti importati da Paesi extra-UE
entrano nel mercato europeo senza oneri equivalenti. Se questa distorsione
non verrà corretta, il rischio è che l'Europa finirà per tassare la propria
industria e lasciare un vantaggio competitivo a chi produce fuori dai
nostri confini".
"Se vogliamo difendere stabilimenti come Porcia, Susegana e l'intera
filiera dell'elettrodomestico, l'Europa deve garantire condizioni di
concorrenza eque. Non si può chiedere alle imprese europee di sostenere
costi ambientali, energetici e regolatori sempre più alti e poi consentire
l'ingresso di prodotti finiti extra-UE che non rispettano standard
equivalenti. Non è difesa dell'ambiente: è concorrenza sleale contro i
nostri lavoratori e contro la nostra industria. Una transizione costruita
in questo modo non riduce le emissioni globali: sposta semplicemente la
produzione, l'occupazione e il valore aggiunto fuori dall'Europa".
"Per questo – conclude Ciriani – la revisione del CBAM riguarda
direttamente il futuro di stabilimenti come Porcia, Susegana e di tutta la
filiera dell'elettrodomestico. Se l'Europa vuole davvero difendere la
propria base industriale, deve correggere subito regole che oggi rischiano
di penalizzare proprio chi produce, investe e dà lavoro nei nostri
territori. Electrolux presenti un nuovo piano industriale che non preveda
licenziamenti collettivi, noi continueremo a fare la nostra parte, a Roma
come a Bruxelles, per difendere Porcia, il Nord Est produttivo, il Made in
Italy e il Made in Europe".
*(attorno alle 16.30 avremo a disposizione il materiale video che vi
invieremo prontamente)*
*Numero di contatto stampa *
