
(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - Mentre la tensione nel quadrante mediorientale tocca nuovi vertici, con le recenti minacce di Tehran di aprire “nuovi fronti” e rivendicare il controllo totale dello Stretto di Hormuz, arriva da Pechino un segnale di sostegno politico ed economico che cambia gli equilibri della partita.
Il patto strategico L’ambasciatore cinese a Tehran, Cong Peiwu, ha ribadito in un incontro ufficiale con il segretario generale del Partito della Coalizione islamica (Motalefa), Mohammad Ali Amani, che il supporto della Cina alla Repubblica Islamica è “chiaro e indiscutibile”. Non si tratta solo di diplomazia formale: Pechino si è detta pronta a giocare un ruolo di primo piano nella “ricostruzione” dell’Iran nel dopoguerra, una mossa che certifica la volontà cinese di consolidare il suo partner strategico in chiave anti-unilateralista.
“L’era dell’Occidente è finita” È netto il messaggio che arriva da Tehran. Amani, nel commentare gli ultimi sviluppi, ha usato toni duri contro le promesse occidentali, dichiarando conclusa l’era dell’affidamento all’Occidente. “L’Iran insiste sul diritto alla ritorsione e sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz”, ha affermato Amani, sottolineando come la Cina sia ormai vista come il principale alleato per resistere alle pressioni americane.
Dalla diplomazia ai fatti L’intesa tra i due paesi sta uscendo dal piano retorico. Pechino ha già recapitato 58 tonnellate di medicinali e sta lavorando attivamente per facilitare il movimento di uomini d’affari e turisti tra le due nazioni. “Queste sfide hanno fornito l’opportunità di aumentare la fiducia politica reciproca”, ha spiegato l’ambasciatore cinese, che punta a un rafforzamento del legame proprio mentre il mondo osserva con apprensione le nuove minacce militari iraniane.
Analisi Questo incontro non è un evento isolato, ma la prova che l’Iran, nonostante le pressioni, sta costruendo una rete di sicurezza solida. La notizia è duplice: da un lato l’escalation militare annunciata dai vertici dell’esercito, dall’altro la copertura economica garantita da Pechino. Due facce di una stessa medaglia che confermano come il Medio Oriente sia diventato, a tutti gli effetti, il teatro principale di un nuovo scontro tra blocchi globali.
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